Italia, le scelte di Gattuso per i playoff: Chiesa c’è, niente Bologna e il caso Bernardeschi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Gennaro Gattuso, chiamato a risollevare le sorti di una nazionale maschile di calcio che arriva a questo appuntamento dopo aver subito l’onta di essere stata travolta nel girone di qualificazione dalla Norvegia, ha diramato ieri la lista dei 28 convocati che prenderanno parte agli spareggi per il Mondiale del 2026. Una lista, quella del commissario tecnico, che se da un lato conferma l’ossatura del gruppo su cui si è lavorato nelle ultime uscite, dall’altro presenta alcune scelte che hanno subito acceso il dibattito tra gli osservatori, merito di qualche esclusione eccellente e di un paio di scommesse tecniche che portano la firma indelebile del tecnico calabrese.

Su tutti, il nome che spicca tra i convocati è quello di Federico Chiesa. L’attaccante, che al Liverpool sta vivendo una stagione complicata fatta di pochi minuti sul campo e di una condizione atletica che appare lontana anni luce da quella che lo rese protagonista assoluto dell’Europeo vinto nel 2021, è stato comunque inserito nella lista per gli impegni contro Irlanda del Nord e, in caso di successo, contro la vincente del confronto tra Galles e Bosnia ed Erzegovina. Una scelta di peso, la sua, che dimostra come Gattuso sia disposto a prescindere dal minutaggio accumulato in campionato, puntando sulla qualità e sull’esperienza in partite secche di un calciatore che, nonostante le difficoltà, rappresenta ancora un potenziale fattore differenziante per gli azzurri.

Le esclusioni dal Bologna e il nodo Bernardeschi

Se la chiamata di Chiesa può essere letta come un atto di fiducia verso un talento che si spera possa ritrovarsi indossando la maglia della nazionale, le assenze pesanti nella lista diramata dal ct parlano invece di precise gerarchie tecniche. Non c’è traccia, nell’elenco dei 28, di calciatori in forza al Bologna: Riccardo Orsolini e Nicolò Cambiaghi, nonostante le buone prestazioni offerte in campionato con la maglia rossoblù, sono stati infatti lasciati a casa. Una scelta che, di fatto, chiude le porte a due giocatori che avrebbero potuto rappresentare delle alternative interessanti sulle fasce, ma che evidentemente non rientrano nei piani di gioco che il ct ha in mente per questa doppia sfida decisiva.

Ancora più rumorosa, se possibile, è la conferma di un’esclusione che ormai sembra essersi cronicizzata: Federico Bernardeschi, già protagonista in passato con la maglia azzurra, non è stato richiamato. La sua assenza, che si protrae ormai da diverse tornate di convocazioni, suggerisce come il rapporto tra il giocatore e il commissario tecnico si sia definitivamente interrotto sul piano della fiducia reciproca, nonostante la duttilità tattica e l’esperienza internazionale che l’ex Juventus potrebbe garantire in un momento di emergenza come quello dei playoff.

La "missione mondiale" e l’assetto tattico

La squadra si radunerà domenica sera al Centro Tecnico Federale di Coverciano per iniziare ufficialmente quella che è già stata battezzata come la "missione Mondiale". Un nome, questo, che racchiude la posta in palio: giovedì 26 marzo, allo Stadio di Bergamo con calcio d’inizio fissato alle 20.45, l’Italia è attesa dalla semifinale contro l’Irlanda del Nord. Il passaggio del turno non è solo un obiettivo sportivo, ma una necessità per evitare un’ulteriore e pesante assenza da una competizione iridata, quella americana, alla quale mancano dal lontano 2014.

Analizzando l’elenco dei convocati, si possono iniziare a intravedere le possibili intenzioni di Gattuso in vista di questo primo snodo cruciale. La scelta di portare con sé calciatori abituati a giocare su ritmi alti e dotati di una certa fisicità lascia intendere che il ct voglia preparare una sfida di intensità, nella quale sarà fondamentale non lasciare spazi a un avversario che, sulla carta, proverà a difendersi con ordine per poi colpire in ripartenza. L’assenza di giocatori più "leggeri" o di scuola puramente tecnica, a favore di elementi più robusti nel contrasto, sembra suggerire una ricerca di equilibrio, quasi a voler blindare la mediana per evitare le ingenuità che sono costate care nel recente passato.

Le gerarchie e il valore delle assenze

Osservando il quadro completo delle convocazioni, emerge con chiarezza la volontà del commissario tecnico di affidarsi a un gruppo ristretto di fedelissimi, premiando la continuità di rendimento in campionato ma riservandosi anche il diritto di compiere scelte controcorrente quando si tratta di giocatori dalla caratura tecnica superiore. La presenza di Chiesa, nonostante il suo attuale momento difficile al Liverpool, è la dimostrazione più evidente di questo principio: Gattuso cerca giocatori capaci di risolvere le partite in un istante, consapevole che in una gara secca il talento individuale può fare la differenza anche quando la condizione generale non è al top.

D’altro canto, le esclusioni di Orsolini e Cambiaghi, così come il perdurare dell’allontanamento di Bernardeschi, raccontano di una nazionale che, nella costruzione della propria identità, sta operando una selezione netta. Non si tratta semplicemente di preferenze tecniche, ma di una precisa idea di calcio che l’ex tecnico del Milan sta cercando di imprimere al gruppo, cercando di trovare quell’amalgama che nelle partite decisive è spesso più importante della somma dei singoli talenti. L’appuntamento di Bergamo, quindi, rappresenta per questi 28 convocati non solo una sfida sportiva, ma anche il banco di prova definitivo per un progetto tecnico che, dopo la delusione nel girone, cerca disperatamente una svolta concreta e una qualificazione che riporti l’Italia a respirare l’aria dei grandi palcoscenici internazionali.

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