Il Tar del Lazio boccia il decreto aree idonee: troppa discrezionalità alle regioni
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Redazione Interno
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Le norme che individuavano le zone più adatte per l’installazione di impianti eolici e fotovoltaici sono state parzialmente annullate dal Tar del Lazio, che ha imposto al ministero dell’Ambiente di modificare il provvedimento entro sessanta giorni. Il decreto, approvato nel 2024, aveva attribuito alle regioni un margine di autonomia ritenuto eccessivo, tanto da finire nel mirino del tribunale amministrativo.
La sentenza, emessa mercoledì scorso, accoglie in parte il ricorso presentato dall’Anev, l’associazione che rappresenta le aziende del settore eolico. Secondo i giudici, la discrezionalità concessa alle amministrazioni regionali rischiava di bloccare lo sviluppo delle rinnovabili, creando un ostacolo alla transizione energetica. Tra le regioni coinvolte c’è la Sardegna, che aveva già approvato una propria legge sulle aree idonee, ora dichiarata illegittima.
La decisione del Tar potrebbe avere ripercussioni anche sul fotovoltaico a terra, finito nel mirino del cosiddetto "Decreto Agricoltura" voluto dal ministro Francesco Lollobrigida. La sentenza, infatti, solleva dubbi di costituzionalità sul divieto di installare pannelli solari nei terreni agricoli, aprendo la strada a un possibile ripensamento.
Intanto, nelle Marche, alcuni sindaci avevano lanciato l’allarme contro quello che definivano un "assalto" al territorio da parte delle lobby dell’eolico. Ora, con la bocciatura del decreto, il conflitto tra sviluppo energetico e tutela del paesaggio si riapre, mentre il governo è chiamato a riscrivere le regole in modo più equilibrato.




