Borse, 7 agosto: Milano positiva dopo i record, petrolio e gas in rialzo per lo Stretto di Hormuz

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La seduta di Piazza Affari si conferma in terreno positivo, sebbene con variazioni piuttosto contenute, dopo i massimi record toccati nelle ultime giornate; l'indice milanese segna uno 0,23% in più, sostenuto in larga parte dai conti del comparto bancario e assicurativo che continuano a trainare le quotazioni. Non si può dire altrettanto per alcune realtà specifiche, come Mediobanca e Mps, che nonostante risultati considerati positivi dagli analisti, chiudono in rosso a causa di prese di beneficio e di una maggiore cautela su alcuni segmenti di portafoglio.

Il quadro europeo si presenta sostanzialmente allineato, con Francoforte che guida i rialzi attestandosi a +0,37%, mentre Parigi cresce dello 0,14% e Londra, più prudente, apre con un misero +0,08%.

Il nodo dello Stretto di Hormuz e il rincaro delle materie prime

Il vero termometro dell'umore dei mercati, in questa fase, rimane però legato alle tensioni geopolitiche che interessano il Medio Oriente e, in particolare, la cruciale via d'acqua dello Stretto di Hormuz; l'Iran ha comunicato di aver raggiunto un'intesa con l'Oman per definire una nuova rotta di transito alternativa, ma l'accordo non ha placato le preoccupazioni degli investitori, che temono ripercussioni sul flusso globale del greggio.

È proprio questa incertezza a riflettersi direttamente sul prezzo del petrolio, con il Brent che scambia a 83,58 dollari al barile, segnando un incremento dell'1,3%, e il Wti che sale dell'1,2% attestandosi a 78,21 dollari. Non si ferma nemmeno la corsa del gas, che ad Amsterdam registra un balzo di oltre il 3%, portandosi a 57,6 euro al megawattora, un livello che riaccende i riflettori sulla volatilità dei costi energetici per il Vecchio Continente.

La stagione delle trimestrali e i segnali contrastanti dall'Asia

Intanto, se il rischio geopolitico tiene alta la guardia, il calendario macroeconomico non è da meno e gli operatori di Borsa rivolgono lo sguardo verso i prossimi dati in arrivo dagli Stati Uniti, mentre la stagione delle trimestrali volge ormai verso la conclusione con bilanci che hanno mostrato luci e ombre, specialmente per quanto riguarda l'impatto dell'intelligenza artificiale sulle aziende tecnologiche.

In questo contesto, il Vecchio Continente si appresta ad avviare le contrattazioni con un sentiment di sostanziale attesa, come suggerito dai future sull'Euro Stoxx 50 che indicano un'avvio piatto, in linea con la cautela prevalente.

A dare un minimo di slancio alle contrattazioni asiatiche ci hanno pensato i titoli cinesi, che hanno recuperato terreno dopo la pubblicazione di dati relativi alle esportazioni, rivelatisi particolarmente robusti e tali da alimentare la macchina economica del Dragone; tuttavia, questo ottimismo è stato controbilanciato dalla debolezza persistente dei listini giapponesi e sudcoreani, dove i titoli legati al settore dei semiconduttori continuano a subire forti pressioni e a frenare gli indici generali.

I protagonisti di Piazza Affari e lo sguardo agli Stati Uniti

Nel dettaglio delle società quotate a Milano, l'attenzione si concentra su alcuni big come Banca Mediolanum, Unipol, Fineco e Prysmian, le cui performance vengono scrutate con attenzione dagli analisti per comprendere la direzione dei flussi di capitale nelle prossime sedute; la tenuta del comparto assicurativo, in particolare, offre un contrappeso alla debolezza mostrata da alcuni istituti di credito, che pure avevano presentato conti in utile ma che scontano valutazioni più severe sul fronte dei margini futuri.

Il mercato, del resto, sembra aver messo nel mirino ogni singolo dato macro o aziendale per tarare le proprie posizioni in un clima che resta di grande incertezza, non solo per il Medio Oriente ma anche per le attese legate alle prossime mosse delle banche centrali. Gli Stati Uniti, in particolare, potrebbero fornire nuovi spunti interpretativi con la pubblicazione di indicatori economici chiave, capaci di orientare le scelte di investimento in un'ottica di breve periodo, mentre il petrolio e il gas restano i principali termometri di una tensione destinata a non placarsi facilmente.

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