Frosinone vola in serie A, il mantova travolto 5-0: per i ciociari è festa grande
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Redazione Sport
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Cinquanta chilometri, talvolta anche meno, separano due province che condividono confini, problematiche simili e una storia di crescita economica lontana dai riflettori della Capitale. Eppure, quando il discorso cade sul calcio, Latina e Frosinone sembrano abitare due pianeti distanti. Da un lato, i ciociari – capaci di festeggiare l’ennesimo approdo nella massima serie – dall’altro, il Latina che resta aggrappato alla terza divisione, a testimonianza di un divario sportivo che si fa sempre più profondo nonostante la vicinanza geografica.
Una promozione da manuale e il ritorno al successo di Alvini
Il Frosinone, lo si ricordava, mancava dalla serie A da due anni esatti. L’assenza, però, è stata cancellata con una delle prestazioni più roboanti di questa stagione cadetta: un secco 5-0 inflitto al Mantova nell’ultimo turno di campionato. Un risultato, quest’ultimo, che ha permesso ai giallazzurri di chiudere al secondo posto con 81 punti, a una sola lunghezza dal Venezia (campione con 82). La squadra guidata da Massimiliano Alvini ha dunque agguantato la promozione diretta, forte di un finale di regular season condito da quattro vittorie consecutive. Quella conquistata contro i virgiliani, va detto, è stata una vera e propria “manita” che lascia poco spazio alle interpretazioni: un dominio schiacciante maturato davanti al pubblico amico dello Stirpe.
L’allenatore, va ricordato, ha compiuto un vero e proprio giro di boa. Tre anni fa, Alvini veniva esonerato dalla Cremonese senza aver raccolto una vittoria in serie A -2; un’esperienza, quella in grigiorosso, che sembrava aver segnato profondamente un tecnico abituato a costruire miracoli nelle leghe minori. Dopo il fallimento a Spezia e la retrocessione dalla B con il Cosenza, pochi avrebbero scommesso su di lui. E invece, eccolo qui, a 56 anni, riabbracciare la massima serie dopo una lunga gavetta iniziata tra i dilettanti. Al termine della partita, il tecnico ha faticato a trattenere l’emozione, interrotto nel corso della conferenza stampa dai suoi stessi giocatori – questi ultimi irrompevano per bagnarlo con lo champagne – in quella che è sembrata più una liberazione che una semplice celebrazione.
Le dichiarazioni a caldo, va sottolineato, hanno evidenziato la chiusura di un cerchio: "Un capitolo del mio viaggio si è chiuso, e domani ne inizierà un altro in serie A, dove voglio lasciare il segno" -2; parole che sanno di rivalsa personale per un allenatore che per anni ha fatto della determinazione la sua arma migliore.
Empoli salvo all'ultimo respiro, bari ai playout e l'ondata di gol di Shpendi
Se da una parte c’è la festa ciociara, dall’altra del campo – letteralmente – c’è la disperazione o la salvezza in extremis. Il destino dell'Empoli, per esempio, è stato deciso solo nei minuti di recupero grazie al solito Stiven Shpendi. Il giovane attaccante, dal canto suo, ha firmato il gol del pari al 91’ proprio sul campo del Monza, un risultato che ha spinto i toscani fuori dalla zona calda. Una rete, quella dell'attaccante, pesante come un macigno perché ha condannato il Sudtirol (fermato sull’1-1 dalla Juve Stabia) ad affrontare i playout.
Proprio i playoff, va precisato, vedranno coinvolte Monza e Palermo – già certe delle semifinali – oltre a Catanzaro, Modena, Juve Stabia e Avellino. Un tabellone, quest'ultimo, che promette scintille per decretare la terza e ultima promossa. Per quanto riguarda la retrocessione, invece, il verdetto è stato spietato: Reggiana, Spezia e Pescara salutano la serie B e scendono in C. Le loro rispettive stagioni, va da sé, sono state condizionate da troppi alti e bassi.
Il Bari, dal canto suo, ha strappato una sofferta salvezza indiretta accedendo ai playout. I galletti, va ricordato, sfideranno il Sudtirol per mantenere la categoria: un doppio confronto che, per la realtà pugliese, rappresenta già una beffa dopo una stagione iniziata con ben altre ambizioni. L’aggancio alla salvezza dell’Empoli, invece, è stato possibile anche grazie alla classifica avulsa e a un reparto offensivo – quello guidato da Shpendi – che ha saputo pungere quando contava.




