Il dominio di Botn nel biathlon, ma Perrot e Giacomel sono all'inseguimento
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Redazione Sport
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La figura di Johan-Olav Botn, che ora siede saldamente in vetta alla classifica generale di Coppa del Mondo, continua a proiettare la sua ombra lunga sul circo bianco del biathlon. Dopo una gara, quella di Hochfilzen, in cui aveva mostrato, seppur minimamente, un punto di cedimento concedendo qualcosa ai rivali, il norvegese ha replicato con la consueta autorità a Le Grand Bornand. Lì, soltanto il connazionale Christiansen è riuscito a raccogliere un solo punto in più di lui, ma è stato Botn ad aggiudicarsi la terza vittoria stagionale in appena otto gare disputate, un bottino che, includendo tre piazzamenti nei primi cinque, delinea una costanza impressionante. La sua marcia, caratterizzata da una freddezza sul poligono e da una potenza sugli sci che sembrano immuni dalla pressione del pettorale giallo, rappresenta l’ostacolo principale per chi ambisce a scalfirne l’egemonia.
Giacomel, l’analisi e l’ambizione di fare breccia
Tra coloro che osservano quella vetta con il piglio del contendente, Tommaso Giacomel spicca con la sua crescita esponenziale, ormai considerato la stella più luminosa del biathlon italiano. Il nativo di Vipiteno, ospite nel “Salotto Bianco” di OA Sport, ha tracciato un bilancio della sua partenza di stagione, dichiarandosi soddisfatto di aver mantenuto il livello alto con cui aveva chiuso il precedente inverno. Non ha nascosto, però, gli errori commessi nella sprint, “da non ripetere”, consapevole che per insidiare un fenomeno come Botn, che “non sente la pressione”, è necessario un ulteriore passo in avanti. La sua riflessione va al di là del singolo risultato, toccando un obiettivo che ne rivela la mentalità ambiziosa: la lotta per la classifica generale di Coppa del Mondo. «Sono più propenso a quella battaglia», ha spiegato Giacomel, auspicando di potersi avvicinare già in questa annata a quel traguardo, un’aspirazione che non esclude, ma anzi si intreccia con la preparazione verso l’appuntamento olimpico di Milano Cortina.
Il quadro azzurro e il momento d’oro degli sport invernali
Il contesto in cui si muove Giacomel è quello di un movimento italiano degli sport invernali in piena effervescenza, come dimostrato dal penultimo fine settimana di dicembre, che ha regalato agli azzurri quattro successi e tredici podi nonostante il calendario ridotto. Un momento propizio, quello che precede la cerimonia di consegna della bandiera agli alfieri olimpici da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale ha personalmente fatto gli auguri alla squadra in vista dei Giochi del 2026. In questo clima di attesa e fervore, la performance di Giacomel assume un valore simbolico oltre che sportivo, indicando una rotta credibile per ambire a medaglie anche nella disciplina del biathlon, tradizionale feudo di altre nazioni.
La sfida aperta e i candidati al sorpasso
Oltre a Giacomel, l’altro nome che emerge come candidato credibile a cogliere eventuali, pur rari, momenti di calo di Botn è quello del francese Eric Perrot. Insieme, i due rappresentano le alternative più concrete al duopolio norvegese che attualmente domina le classifiche. La loro sfida, che si gioca su dettagli tecnici e sulla capacità di gestione psicologica, alimenta l’interesse per una stagione che, con il suo carico di gare, si configura come una lunga maratona. Una maratona nella quale la regolarità premiata dal cristallo di Coppa del Mondo è diventata, per alcuni, un obiettivo persino più affascinante della singola medaglia olimpica, senza che questo significhi, naturalmente, trascurare l’importanza dei Giochi in casa. La domanda su chi possa fermare Botn resta dunque aperta, ma almeno due risposte iniziano a prendere forma lungo i tracciati di neve e davanti ai bersagli.




