Ranucci chiede il reintegro a Report: depositato il ricorso contro la Rai

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sigfrido Ranucci ha depositato un ricorso urgente contro la Rai per chiedere il reintegro alla conduzione di Report, contestando il provvedimento che lo ha escluso dal ruolo di autore e conduttore del programma di Rai3. L’azione legale è stata presentata al Tribunale del Lavoro di Roma e punta a ottenere la revoca della decisione aziendale.

La richiesta dei legali e le contestazioni alla Rai

Il ricorso presentato dalla difesa del giornalista chiede al giudice di accertare in sede cautelare l’illegittimità della rimozione e di disporre l’immediata restituzione delle funzioni svolte a Report. I legali sostengono che il provvedimento della Rai sia basato su motivazioni generiche e prive di elementi concreti riferibili direttamente a Ranucci.

Secondo la ricostruzione della difesa, nel provvedimento aziendale sarebbero state utilizzate formule come “situazione di incompatibilità”, “pressioni” e riferimenti a possibili interferenze senza fornire documentazione o fatti specifici alla base della scelta. Gli avvocati contestano anche il mancato chiarimento sulle circostanze che avrebbero reso necessaria proprio la rimozione del conduttore dalla trasmissione.

L’atto depositato dai legali richiama anche il tema dell’indipendenza del giornalismo d’inchiesta e sostiene che la decisione aziendale sia maturata dopo settimane caratterizzate da prese di posizione pubbliche che chiedevano l’allontanamento di Ranucci dalla guida del programma. La difesa collega questi elementi alla richiesta di valutare la possibile natura discriminatoria del provvedimento.

Il contesto che ha portato allo scontro giudiziario

La rimozione dalla conduzione di Report era arrivata dopo il caso legato a Valter Lavitola, vicenda richiamata anche nel ricorso presentato al tribunale. L’atto dei legali ricostruisce il percorso professionale del giornalista e il contesto nel quale è maturata la decisione della Rai, compreso il clima seguito alle polemiche pubbliche sulla sua posizione.

La controversia riguarda anche il ruolo professionale assegnato a Ranucci dopo l’esclusione dalla conduzione. La difesa parla di demansionamento e contesta la scelta dell’azienda di modificare le sue funzioni, chiedendo che venga ripristinato l’incarico svolto nel programma di approfondimento.

Nel ricorso viene inoltre richiamato il rapporto tra servizio pubblico radiotelevisivo, libertà di informazione e autonomia editoriale. I legali sostengono che il giudice debba verificare la legittimità della procedura adottata dalla Rai, senza intervenire sulle scelte editoriali dell’azienda.

Le scadenze indicate nel ricorso

La richiesta di procedura urgente è stata motivata anche dalla presenza di due scadenze considerate rilevanti dalla difesa. I legali hanno indicato il 27 settembre come termine entro il quale Ranucci dovrebbe scegliere una delle posizioni professionali proposte dalla Rai e l’8 novembre come data prevista per l’avvio della nuova stagione di Report.

Il ricorso depositato al Tribunale del Lavoro di Roma rappresenta il passaggio formale dello scontro tra il giornalista e l’azienda dopo la decisione sulla conduzione del programma. L’atto è stato firmato da un collegio di giuslavoristi composto da Franco Focareta, Franco Scarpelli e Stefano Rossi, coordinato dal team legale guidato da Roberto De Vita.

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