Prada guarda al 2025: focus su marchi e retail dopo un 2024 da record

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il gruppo Prada, guidato dall’amministratore delegato Andrea Guerra, chiude il 2024 con numeri che confermano una crescita solida e superiore alle attese, nonostante il contesto incerto del mercato del lusso. Con ricavi netti pari a 5,4 miliardi di euro, in aumento del 17% rispetto al 2023, e un utile netto che sfiora i 839 milioni (+25%), il colosso della moda italiana dimostra di saper navigare con successo tra le turbolenze globali. Un risultato che, come sottolineato dallo stesso Guerra durante la conference call con gli analisti del 4 marzo, è frutto di una strategia precisa: rafforzare il posizionamento dei marchi, ampliare il portafoglio prodotti e intensificare il dialogo con i clienti, senza trascurare gli investimenti nel retail.

Tra i driver di questa performance spicca Miu Miu, il marchio secondario del gruppo, che ha registrato un incremento del 93% delle vendite, trainando la crescita complessiva. Anche Prada, il brand principale, ha contribuito in modo significativo, con un aumento delle vendite retail del 18%, raggiungendo i 4,8 miliardi di euro. Un dato che riflette non solo la capacità di attrarre nuovi clienti, ma anche di fidelizzare quelli esistenti, grazie a un’offerta sempre più articolata e a una strategia di prezzo full price che ha favorito i margini.

La crescita, come evidenziato dal comunicato aziendale, è stata trainata principalmente dai mercati asiatici ed europei, dove la domanda di prodotti di lusso ha mostrato una resilienza superiore alle attese. Nonostante le pressioni inflazionistiche e le incertezze economiche, Prada è riuscita a sovraperformare la media del settore, confermando la solidità del suo modello di business.

Guardando al futuro, Guerra ha ribadito l’intenzione di mantenere il focus sui marchi del gruppo, che includono, oltre a Prada e Miu Miu, anche Church’s, Car Shoe e Luna Rossa. Una scelta che, se da un lato lascia spazio a speculazioni su eventuali acquisizioni – tema su cui il ceo non ha voluto pronunciarsi – dall’altro evidenzia una volontà chiara: consolidare ulteriormente l’identità dei brand, puntando su innovazione e qualità.

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