Prada riporta Versace in Italia: un nuovo polo del lusso con due anime diverse
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Redazione Economia
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Milano – Un colpo da maestro, quello di Patrizio Bertelli, che con un assegno da 1,25 miliardi di euro ha riportato Versace sotto il controllo italiano dopo sette anni di gestione americana. L’acquisizione, conclusa dopo mesi di trattative con Capri Holdings, segna un ritorno alle origini per il marchio fondato da Gianni Versace, che nel 2018 era stato ceduto al gruppo statunitense per 1,85 miliardi. Una transazione che, per l’ex proprietario, si traduce in una perdita significativa, ma che per Prada rappresenta l’occasione di creare un polo del lusso dal potenziale inedito.
«Siamo lieti di accogliere Versace nel gruppo», ha dichiarato Bertelli, presidente e amministratore delegato di Prada, sottolineando come l’operazione apra un nuovo capitolo per entrambi i brand. Sebbene i due marchi abbiano storie e identità distanti – l’uno legato a un’eleganza cerebrale e minimalista, l’altro a un’estetica barocca e seducente –, è proprio questa diversità a essere considerata un punto di forza. «Li rende le due facce di una stessa medaglia», ha osservato Carlo Capasa, presidente della Camera della moda, evidenziando come l’eterogeneità possa ampliare la portata del gruppo sul mercato globale.
I numeri sembrano confermarlo: secondo le stime, il nuovo conglomerato, che includerà anche Miu Miu e Church’s, potrebbe chiudere il 2024 con un fatturato complessivo di 6,3 miliardi e un utile operativo di 1,26 miliardi. Un risultato che rafforzerebbe la posizione dell’Italia nel settore del lusso, sempre più dominato da colossi francesi e statunitensi.




