Ecobonus 2027, il governo studia il ritorno al 65%: le ipotesi in Manovra
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il ritorno dell'Ecobonus al 65% per gli interventi di efficientamento energetico sulla prima casa è una delle ipotesi al centro del cantiere della prossima legge di Bilancio. Il governo sta valutando di innalzare l'aliquota di detrazione dal 50% attuale al 65% per lavori come la sostituzione degli infissi, l'installazione di pompe di calore, i cappotti termici, le schermature solari e gli impianti solari termici. Per gli immobili diversi dall'abitazione principale, la detrazione rimarrebbe invece al 36%.
La misura non ha ancora un testo normativo definito: aliquota, beneficiari, lavori ammessi e coperture restano da sciogliere nel confronto parlamentare.
La flessibilità europea e i margini di spesa
A rendere possibile il rafforzamento dell'Ecobonus sono i margini di flessibilità concessi dall'Unione europea per gli investimenti legati alla sicurezza energetica e alla transizione green. La Commissione ha autorizzato l'Italia a indebitarsi oltre i limiti ordinari del Patto di stabilità, con uno scostamento quantificato in circa 14 miliardi di euro da utilizzare nell'arco di tre anni. Non si tratta di fondi europei, ma di risorse che lo Stato reperisce sul mercato e che Bruxelles si è impegnata a non computare nel calcolo dei parametri di bilancio.
Il governo ha confermato l'intenzione di usare questi spazi proprio per gli interventi sull'efficienza energetica degli edifici. Il vicepremier Antonio Tajani, intervenendo a Radio24, ha definito il potenziamento dell'Ecobonus «certamente una delle scelte sulle quali discuteremo insieme al ministro Pichetto, insieme al ministro Giorgetti».
Il decalage ordinario previsto per il 2027
Se la modifica non dovesse passare, dal 1° gennaio 2027 scatterebbe il taglio delle aliquote già previsto dalla normativa vigente. L'Ecobonus scenderebbe dal 50% al 36% per l'abitazione principale e dal 36% al 30% per gli altri immobili. Lo stesso percorso riguarda il bonus ristrutturazioni e il sismabonus, che seguono la medesima traiettoria di ridimensionamento. La legge di Bilancio 2025 era già intervenuta in extremis per prorogare di un anno le aliquote più generose, evitando il taglio che sarebbe dovuto scattare nel 2026.
Il nuovo testo unico sulle imposte sui redditi, approvato con il decreto legislativo 117 del 19 giugno 2026, colloca la disciplina ordinaria degli interventi edilizi all'articolo 17, prevedendo una detrazione strutturale del 36% su un massimo di 48 mila euro, ridotta al 30% per le spese sostenute fino al 2033. Per il solo 2027, tuttavia, opera ancora il regime transitorio con il tetto di 96 mila euro per unità immobiliare.
Le tipologie di intervento interessate
L'elenco dei lavori che potrebbero accedere all'aliquota maggiorata riprende sostanzialmente le tipologie già comprese nell'Ecobonus.
Tra queste figurano la sostituzione di finestre comprensive di infissi, l'isolamento termico delle strutture opache con i relativi cappotti, la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza, l'installazione di sistemi ibridi costituiti da pompa di calore e caldaia integrati e controllati da un'unica centralina, la posa di collettori solari per la produzione di acqua calda, le schermature solari e i sistemi di building automation.
Per quanto riguarda i condizionatori, l'attuale Ecobonus non agevola la semplice installazione di un apparecchio destinato esclusivamente al raffrescamento estivo, ma la sostituzione integrale o parziale dell'impianto di climatizzazione invernale con una pompa di calore ad alta efficienza. Restano escluse le spese per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili.
Il nodo del bonus mobili
Nel quadro delle ipotesi allo studio rientra anche il futuro del bonus mobili e grandi elettrodomestici. Il nuovo testo normativo non cita più l'agevolazione, che senza un intervento specifico nella prossima legge di Bilancio rischia di sparire dal 2027. Attualmente il bonus mobili riconosce una detrazione del 50% su un massimo di 5 mila euro di spesa, ma manca una proroga oltre la fine dell'anno.
Per chi intende ancora usufruirne, resta il vincolo già noto: i lavori di ristrutturazione devono iniziare prima dell'acquisto dei mobili e degli elettrodomestici, anche se si concludono successivamente. Sul tavolo del governo c'è anche l'ipotesi di una proroga limitata ai grandi elettrodomestici.
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