Vuelta, Küng vince la crono di Jerez e Mas difende la maglia rossa
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Redazione Salute
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Stefan Küng ha vinto la diciottesima tappa della Vuelta a España 2026, la cronometro individuale di 32,1 chilometri da El Puerto de Santa María a Jerez de la Frontera. Il corridore svizzero della Tudor Pro Cycling ha completato il percorso in 35'22", alla media di 54,4 chilometri orari, precedendo di appena 3 secondi il britannico Callum Thornley, secondo al traguardo, e di 9 secondi il portoghese João Almeida, terzo. Per Küng si tratta del secondo successo di tappa in un Grande Giro spagnolo, dopo quello ottenuto nella cronometro del 2024.
Thornley sfiora il colpo a Jerez
Callum Thornley, ventitreenne della Red Bull-Bora-hansgrohe, ha chiuso con il tempo di 35'25", pagando soltanto tre secondi al vincitore. Il britannico, al debutto in un Grande Giro, era già stato protagonista nella cronometro inaugurale di Monaco, dove aveva chiuso al quarto posto, e a Jerez è rimasto in testa alla classifica provvisoria per gran parte della prova. Ai microfoni dei cronisti ha spiegato di essere andato più veloce delle simulazioni effettuate in allenamento e di non aver mai considerato le prove contro il tempo come il proprio obiettivo principale all'inizio della carriera.
Mas limita i danni e conserva il primato
Il vero vincitore morale della giornata è però Enric Mas. Il corridore spagnolo della Movistar, che partiva con il favore del pronostico contrario rispetto a Primoz Roglic, ha ceduto allo sloveno solamente 33 secondi, molto meno del minuto e oltre che molti osservatori prevedevano. Mas ha chiuso la cronometro in dodicesima posizione con il tempo di 36'14", tenendo così a distanza il rivale nella classifica generale.
Nella graduatoria complessiva il portacolori della Movistar conserva 1 minuto e 37 secondi di vantaggio su Roglic, salito al secondo posto dopo il crollo di Felix Gall, scivolato a 3 minuti e 1 secondo dalla vetta. Il primo dei non favoriti, Richard Carapaz, è invece staccato di 5 minuti e 17 secondi.
Il quadro della generale dopo Jerez
La cronometro ha ridisegnato le prime posizioni della classifica. Roglic, quarto al traguardo con 19 secondi di ritardo dal vincitore, ha guadagnato la seconda piazza ai danni dell'austriaco Gall, autore di una prova in netta difficoltà e venticinquesimo al traguardo con quasi due minuti di ritardo dal miglior tempo. Joao Almeida, terzo nella tappa, si conferma tra i migliori specialisti della specialità, mentre Wout van Aert ha chiuso quinto.
L'analisi dei settori intermedi aveva inizialmente sorriso a Roglic, che al primo rilevamento aveva accumulato oltre venti secondi di vantaggio su Mas, ma nella seconda parte del percorso lo spagnolo ha recuperato terreno, contenendo il passivo finale entro il mezzo minuto.
La diciannovesima tappa e il ritorno in salita
Dopo la giornata contro il tempo, la corsa iberica torna a fare i conti con la montagna. La diciannovesima tappa, in programma, unisce Vélez-Málaga a Peñas Blancas, nel comune di Estepona, per un totale di 210,8 chilometri e 4.190 metri di dislivello positivo. Il tracciato presenta due valichi di seconda categoria, i puertos de Las Abejas e del Viento, collocati entrambi a più di cento chilometri dall'arrivo, prima dell'ascesa conclusiva lunga 18,7 chilometri con una pendenza media del 6,5 per cento.
Il direttore tecnico della corsa, Fernando Escartín, ha definito la frazione come un percorso pianeggiante nella prima parte, dove la Serranía de Ronda accumulerà durezza nelle gambe dei corridori prima della salita finale, e ha indicato nella fuga una possibile protagonista di giornata. La salita di Peñas Blancas torna a decidere una tappa della Vuelta per la terza volta nella storia della corsa, dopo il successo di Richard Carapaz nell'edizione 2022.
Il programma delle ultime frazioni
La carrozza della Vuelta entra nella sua fase conclusiva. Dopo la tappa di Vélez-Málaga, il programma prevede per il giorno successivo la frazione più dura, con diversi valichi di prima categoria e una salita di categoria speciale, prima della passerella finale in programma all'Alhambra di Granada. Mas dovrà difendere il primato su un terreno che, storicamente, lo ha visto performare meglio dello sloveno in salita, ma la posta in gioco resta alta e ogni singolo secondo potrebbe rivelarsi decisivo per l'esito finale della corsa.
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