L’atomica dell’Iran è lo stretto di Hormuz: Mosca e Pechino accetteranno il blocco?

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Se Teheran decidesse di chiudere il passaggio delle navi attraverso lo stretto di Hormuz, i prezzi del petrolio e del gas subirebbero un’impennata incontrollabile, con ripercussioni immediate sull’economia globale. Ma perché questa minaccia diventi credibile, il regime iraniano ha bisogno del sostegno di Russia e Cina, alleati strategici ma non sempre disposti a seguire le mosse più aggressive di Tehran.

La de-escalation invocata dai governi europei, incluso quello italiano, e dai regimi arabo-sunniti, in relazione al conflitto tra Israele e Iran, rischia di essere vanificata proprio dall’eventuale blocco dello stretto. Già oggi, la sola Borsa di Milano ha registrato perdite superiori ai 10 miliardi di euro, mentre i mercati internazionali tremano all’idea di un nuovo shock energetico. Lo stretto di Hormuz, che collega il Golfo Persico all’Oman, è infatti un crocevia insostituibile: vi transita il 30% del petrolio trasportato via mare e il 20% del gas liquefatto globale.

"È chiaro che come governo abbiamo la massima attenzione rispetto a quanto sta accadendo", ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto, sottolineando come "ogni guerra porti con sé il rischio di speculazioni sui mercati". Se l’Italia, per ora, non subisce carenze quantitative, il rincaro delle materie prime è già una realtà, con effetti a catena su trasporti e industria.

Quella che un tempo Marco Polo descriveva come una città ricchissima, oggi è un punto nevralgico del commercio mondiale: tra i 15 e i 20 milioni di barili di petrolio al giorno transitano in quelle acque, rendendo lo stretto un’arma geopolitica potentissima. L’Iran, in risposta al sostegno occidentale a Israele, sta valutando proprio questa opzione estrema. Una mossa che, se attuata, scatenerebbe una crisi senza precedenti, trascinando nel caos non solo i mercati ma anche gli equilibri diplomatici globali.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.