La folgorazione dei gemelli a Magione: il richiamo del piccione e quella linea di media tensione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La sera di martedì 22 aprile, nelle campagne che circondano Magione, in provincia di Perugia, due fratelli gemelli di 22 anni hanno perso la vita in circostanze che i carabinieri stanno ancora ricostruendo nei minimi dettagli. La loro, a quanto è dato di capire dalle prime sommarie informazioni, non doveva essere un’uscita diversa da tante altre: raggiungere un capanno in area boschiva, poco distante da un traliccio elettrico, e occuparsi di quell’addestramento per la caccia al colombaccio che rappresentava la loro passione più grande. Invece, intorno alle otto di sera, il tentativo di recuperare un piccione da richiamo – uno di quelli che non voleva saperne di rientrare – li ha portati a finire contro una linea elettrica di media tensione, rimanendone folgorati.

Il tentativo di recupero e l’assurdo incidente sul filo

Secondo la ricostruzione ancora al vaglio dei militari, i due ragazzi – che i parenti hanno descritto come “nati insieme e insieme se ne sono andati” – avevano notato l’animale posato proprio sui cavi, probabilmente vicino al punto dove il capanno si affaccia su una zona già attrezzata con richiami. Non è chiaro se abbiano tentato di avvicinarsi con un attrezzo, se abbiano scalato una parte della struttura del traliccio o se il contatto sia avvenuto per semplice prossimità in un momento di distrazione; quel che emerge è che la scossa non ha lasciato scampo. I corpi sono stati ritrovati più tardi, nella notte tra martedì e mercoledì, e per loro ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile.

Il dolore dei genitori e quella cena interrotta da un segnale d’allarme

A raccontare quei minuti è stato il padre, Fabrizio Ferloni, con una voce che fatica a trovare fiato. Lui e la moglie erano a cena quando il primo segnale d’allarme è arrivato da un altro figlio, Luca, cugino legatissimo ai gemelli: li aveva sentiti al telefono, sapeva di quel piccione che non voleva saperne di rientrare, e già quello strano indugio sopra la linea elettrica lo aveva messo in apprensione. Poco dopo, la scoperta più atroce. “Erano tutta la nostra vita, la nostra azienda, il nostro futuro” ha dichiarato il padre, sottolineando come adesso, con quei due ragazzi che rappresentavano la forza dell’impresa familiare, non resti che un vuoto impossibile da riempire.

Il cordoglio della Federcaccia e la distanza da ogni strumentalizzazione

La Federazione Italiana della Caccia, attraverso una nota ufficiale, ha espresso il proprio cordoglio per quella che ha definito “la perdita di due giovani vite”, aggiungendo una ferma condanna verso chiunque tentasse di strumentalizzare la tragedia. Il presidente regionale, insieme all’associazione tutta, si è detto profondamente colpito da un incidente tanto assurdo quanto inaspettato, ringraziando la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, e la giunta per aver manifestato analoga vicinanza a nome di tutti gli umbri. Nel mondo venatorio, come in quello calcistico e tra gli amici che si sono stretti attorno alla famiglia Ferloni, prevale una sola, desolata consapevolezza: quella di due ragazzi morti mentre coltivavano la loro grande passione, senza che nessuno – neppure loro – avesse forse davvero immaginato il rischio nascosto in quel filo teso sopra il bosco.

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