Predator: Badlands, un nuovo record per la saga al botteghino
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Le saghe horror degli anni Ottanta, nonostante il passare del tempo, dimostrano una vitalità sorprendente, come conferma l'ultimo capitolo della serie fantascientifica concepita da Jim e John Thomas. Predator: Badlands, infatti, ha stabilito un nuovo record per il franchise durante il suo weekend di debutto, raccogliendo una cifra straordinaria, pari a 40 milioni di dollari, nel solo mercato nordamericano. Un risultato, questo, che non solo ha superato le più rosee previsioni di analisti e produttori ma che ha anche consacrato il film come il più lucroso dell'intera serie, battendo il precedente primato detenuto dal reboot del 2018. L'operazione, che porta la firma del regista di "Prey", si è rivelata dunque un successo fin dal suo esordio, proiettandosi immediatamente verso vette inesplorate per la narrazione degli Yautja.
Il successo globale e il caso Besson
Se il botteghino americano ha riservato un'accoglienza trionfale, quello internazionale non è stato da meno, contribuendo a portare l'incasso globale a un totale di 80 milioni di dollari. Una performance che, in un solo fine settimana, ha permesso al film di superare i risultati di capitoli storici come "Predator 2" e di avvicinarsi a quelli dell'opera originale, scrivendo una nuova pagina nella storia della saga. Contemporaneamente, in Italia, le classifiche vedevano un altro protagonista: il "Dracula" diretto da Luc Besson, che si è imposto come pellicola più vista nel paese, in un curioso contrappunto di generi che ha animato le sale cinematografiche.
La visione di Hideo Kojima
Tra i commenti più attesi, com'è sua abitudine, non poteva mancare quello del creativo giapponese Hideo Kojima, il quale ha pubblicato una lunga e articolata recensione dell'opera. Kojima ha elogiato il film, sebbene abbia premesso di non considerarlo un classico della serie, un giudizio che arriva nonostante le sue condizioni fisiche non ottimali, avendo recentemente subito un infortunio alla schiena. Il game designer ha apprezzato la scelta narrativa di ambientare la vicenda su un pianeta alieno e di focalizzarsi sulle avventure di uno Yautja atipico, un emarginato di nome Dek, interpretato da Dimitrius Schuster-Koloamatangi, affiancato dall'attrice Elle Fanning nel ruolo della sintetica Thia della Weyland-Yutani.
Un nono capitolo dalle premesse solide
Questo nono capitolo, che include nel conteggio anche i due crossover con la serie di "Alien", si configura come il settimo a essere distribuito tradizionalmente nelle sale. La pellicola, il cui arrivo è previsto per il 2025, intraprende un'avventura che esplora dinamiche inedite all'interno del canon, puntando su personaggi complessi e su un world-building ampliato, il che sembra aver costituito un elemento di forte attrazione per il pubblico. La trama, che segue l'alleanza tra l'umanoide artificiale e il Predator solitario, segna un punto di svolta narrativo, allontanandosi dalle consuete formule per abbracciare una prospettiva più ampia e forse più ambiziosa.




