Predator: Badlands, il regista Dan Trachtenberg: "Voglio continuare a espandere questo universo"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Dopo il sorprendente successo di Prey, ambientato in un passato remoto, e il film d'animazione Predator: Killer of Killers, Dan Trachtenberg consolida il suo rapporto con la saga di fantascienza dirigendo Predator: Badlands, un capitolo che, secondo le anticipazioni, segna una decisa virata narrativa. La pellicola, che ha come protagonista il giovane Yautja di nome Dek, interpretato da Dimitrius Schuster-Koloamatangi, abbandona infatti le tradizionali narrazioni di caccia all'uomo per trasformarsi in una sorta di buddy movie in salsa fantascientifica. Dek, allontanato dal proprio clan perché ritenuto inadatto e troppo debole, trova sul pianeta Genna l'occasione per riscattarsi, decidendo di affrontare la creatura più letale di quel mondo ostile per dimostrare il proprio valore agli occhi del padre. Una trama che, come ha sottolineato il regista, mira a esplorare nuove dinamiche all'interno di un universo narrativo che lui stesso intende ampliare costantemente, cercando di evitare la ripetitività.

Un predator inedito e le reazioni della critica

La scelta di focalizzare la storia sul punto di vista dell'alieno, trattato non come un semplice cacciatore ma come un personaggio con un suo arco di formazione, ha generato reazioni contrastanti, sebbene negli Stati Uniti diversi critici si siano espressi in termini elogiativi. La pellicola segue le orme di Dek, schernito per il suo aspetto e condannato per la sua presunta inettitudine, nel suo percorso di auto-accettazione; un cammino durante il quale stringe legami inaspettati, facendo amicizia con un robot e una creatura aliena di piccole dimensioni. Questo approccio, che alcuni potrebbero giudicare una forzatura, sovverte profondamente la mitologia consolidata dei feroci guerrieri Yautja, proponendo una riflessione sulla diversità e sulla forza interiore che va al di là della mera rappresentazione di violenza e caccia spietata.

Il cameo inaspettato e i progetti alternativi

In un'intervista concessa a ScreenRant, Dan Trachtenberg ha svelato un intrigante collegamento con un'altra popolare serie, rivelando come *Predator: Badlands* contenga un cameo perfettamente integrato proveniente dall'universo di *Stranger Things*. L'uscita del film, che vede Elle Fanning in un ruolo principale, rappresenta il primo approdo al cinema per Trachtenberg all'interno di questo franchise, nonostante la sua precedente esperienza con *Prey* e la produzione animata. Il regista, che ha anche diretto un episodio di *The Boys*, ha tenuto a precisare di non essere stato direttamente coinvolto nella serie Netflix, sottolineando come il cameo sia frutto di una scelta narrativa precisa e non di una sua partecipazione alla produzione.

Le origini belliche di un'idea

Mentre *Predator: Badlands* si appresta a debuttare nelle sale, emergono con chiarezza i diversi percorsi creativi che ne hanno segnato lo sviluppo. Trachtenberg ha infatti rivelato come il concept iniziale fosse radicalmente differente da quello poi realizzato, immaginando in origine una storia ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale. L'idea prevedeva un Predator impegnato in una feroce battaglia contro i nazisti, un'ambientazione storica che avrebbe potuto offrire dinamiche di azione e contrapposizione del tutto inedite. Questa rivelazione, che arriva a film ormai completato, illumina il processo decisionale che ha portato alla scelta di un pianeta alieno come Genna, mostrando quanta strada abbia fatto il progetto prima di assumere la sua forma definitiva di avventura spaziale e formazione personale.

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