Indagini a Crans-Montana, la polizia esamina le foto dell’incendio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le indagini della polizia svizzera sul rogo che ha devastato la discoteca Le Constellation di Crans-Montana nella notte di San Silvestro proseguono ora esaminando nuove, potenziali prove. L’emittente francese Bfmtv, infatti, ha diffuso due fotografie che, secondo quanto riportato, mostrerebbero il momento di innesco delle fiamme. Le immagini, scattate all’interno del locale da alcuni sopravvissuti e inviate alla televisione d’oltralpe, catturano l’atmosfera dei festeggiamenti poco prima che la deflagrazione si scatenasse, offrendo forse una traccia cruciale per ricostruire la dinamica precisa della tragedia. Un episodio, questo, che ha causato la morte di almeno quarantasette persone e il ferimento di altre centododici, molte delle quali riportano ustioni gravissime che ne rendono difficile, se non impossibile, l’identificazione immediata.

Il trasferimento dei feriti e la ricerca dei dispersi

Intanto, per alleviare la pressione sulle strutture sanitarie elvetiche, sono iniziate le operazioni di trasferimento dei pazienti più critici verso altri ospedali europei. L’obiettivo delle autorità è quello di spostare, in una prima fase, ventiquattro persone, avvicinandole ai propri paesi di origine. Tra costoro, cinque sono i cittadini italiani che verranno ricoverati in centri ustioni specializzati nel nostro paese, dove già sono giunte, ad esempio al Niguarda di Milano, due sedicenni e una donna trentenne in condizioni molto serie. Mentre una sedicenne italiana resta in coma all’ospedale di Zurigo, il numero complessivo dei connazionali coinvolti rimane alto, con tredici ricoverati e sei ancora dati ufficialmente per dispersi, cifra che alimenta un’angoscia profonda nelle famiglie.

L’attesa straziante delle famiglie

Proprio i familiari di coloro di cui non si hanno notizie si stanno radunando in questi giorni in un centro congressi della località svizzera, attendendo qualsiasi sviluppo dalle autorità investigative. Tra di essi, il padre di una ragazza sedicenne si aggrappa alla flebile speranza che sua figlia sia tra i feriti non ancora identificati, mentre la madre di un altro adolescente disperso ripete, come un mantra per tenere a bada il panico, che il figlio aveva il telefono scarico e che al collo portava una catenina. Una attesa straziante, quella di questi genitori, resa ancor più complicata dalla violenza del rogo, che si è sviluppato con un cosiddetto ‘flashover’ – una rapida e totale propagazione delle fiamme in un ambiente chiuso – dopo essere partito, secondo le prime ricostruzioni, da alcune candele e da un petardo.

La visita istituzionale e il quadro dell’emergenza

Sul posto, per portare la vicinanza del governo italiano, si è recato il ministro degli Esteri, un gesto istituzionale che sottolinea la gravità di una vicenda che ha colpito, in larghissima parte, giovani in festa per l’arrivo del nuovo anno. Il bilancio, per quanto provvisorio, resta drammaticamente pesante e le operazioni di soccorso e identificazione, estremamente complesse a causa dell’entità dei danni e delle ferite riportate dalle vittime, procedono con lentezza. Le forze dell’ordine svizzere, che stanno conducendo le indagini con il supporto di varie autorità, hanno davanti un compito delicatissimo per accertare ogni responsabilità e ricostruire con esattezza la catena di eventi che ha portato alla strage.

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