La giornata delle staffette e dell'inseguimento: l'Italia del pattinaggio e del biathlon protagonista sul ghiaccio di Rho e Anterselva

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nel giorno in cui il programma olimpico propone sette titoli da assegnare, l'undicesima giornata di Milano-Cortina 2026 si concentra soprattutto sulle prove a squadre, quelle discipline dove lo sforzo collettivo e la sincronia perfetta tra gli atleti diventano la chiave per scalare il podio. Se al mattino le attenzioni erano tutte per il salto dal trampolino lungo di Predazzo, con i combinatisti azzurri Samuel Costa, Aaron Kostner e Alessandro Pittin impegnati nella prova di Gundersen – una competizione, questa, che poi prosegue nel pomeriggio con i dieci chilometri di fondo a Tesero – è nel cuore della giornata che il pubblico italiano concentra le proprie aspettative, spostando idealmente lo sguardo verso l'ovale di Rho e il poligono di Anterselva -2-3.

Il treno azzurro lanciato verso il record e la staffetta del biathlon

Sulla pista lunga del Milano Speed Skating Stadium, il terzetto composto da Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti si prepara a vivere l'apice di un percorso che li ha visti dominare le semifinali contro l'Olanda, guadagnandosi l'accesso alla finale A dell'inseguimento a squadre. Gli avversari, in questo caso, sono quelli temibili degli Stati Uniti, campioni del mondo in carica, una sfida che sa di rivincita dopo il precedente iridato di Hamar del 2025. Ghiotto, che solo pochi giorni fa aveva definito "schifo" la propria prestazione nei diecimila, cercando un riscatto personale che passa attraverso il motore del quartetto, trascina con sé due compagni di viaggio capaci di esprimere una potenza e una regolarità impressionanti. Il commissario tecnico Maurizio Marchetto ha confermato la formazione che ha già battuto proprio gli Stati Uniti nei quarti, un segnale chiaro di fiducia in un gruppo che può regalare all'Italia quella che sarebbe la nona medaglia d'oro in questi Giochi, portando a venticinque il bottino complessivo e consolidando un primato che supera ogni più rosea previsione della vigilia.

Parallelamente, nel cuore delle Dolomiti, il biathlon vive uno dei suoi momenti più solenni con la staffetta maschile 4x7,5 chilometri. La formazione azzurra, schierata con Patrick Braunhofer, Tommaso Giacomel, Lukas Hofer e Nicola Romanin, si presenta ai nastri di partenza con l'ambizione di inserirsi in una lotta per le medaglie che si preannuncia serrata -3. La competizione, che richiede un equilibrio millimetrico tra velocità sugli sci e precisione al poligono, rappresenta per gli italiani una delle occasioni più concrete per allungare l'elenco delle soddisfazioni in un'Olimpiade che già ha regalato gioie in discipline diverse, dallo sci alpino allo slittino, passando per il pattinaggio di velocità femminile dominato da Francesca Lollobrigida.

Combinata, hockey e i tanti fronti aperti di una giornata olimpica fitta di impegni

Ma il mosaico degli eventi non si esaurisce certo con i due appuntamenti clou. Sulle nevi di Tesero, la prova di fondo della combinata nordica vede i tre portacolori italiani rincorrere posizioni di classifica più nobili dopo la prova di salto che li aveva visti lontani dai migliori, con il giapponese Yamamoto inizialmente in testa e il norvegese Jens Luraas Oftebro, già oro sul trampolino normale, pronto a giocarsi un'altra chance di podio nonostante il margine da colmare. La sensazione, per gli azzurri, è che la rimonta sia un'impresa ardua, eppure la tenacia di atleti del calibro di Pittin, alla sua ennesima Olimpiade, merita comunque di essere seguita con attenzione.

Sul fronte del ghiaccio, invece, il pomeriggio regala emozioni contrastanti. Se il curling femminile procede nel suo round robin contro il Giappone con un parziale incoraggiante, l'hockey maschile deve fare i conti con una realtà più amara: la Svizzera si dimostra avversario ostico per gli azzurri, che escono sconfitti per 3-0 nel playoff, dicendo di fatto addio al sogno di un quarto di finale che avrebbe galvanizzato ulteriormente l'ambiente -1-3-5. In tribuna, a seguire la partita all'Ice Rho Arena, non mancano i volti noti delle istituzioni: Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano-Cortina, e il vicepremier Matteo Salvini seguono le sorti della squadra, in un'atmosfera che, nonostante il risultato negativo, non tradisce l'entusiasmo per una rassegna che fin qui ha superato ogni aspettativa. Lo stesso Malagò, del resto, non aveva nascosto la propria meraviglia per il cammino dell'Italia Team, parlando di una "favola" che si sta scrivendo giorno dopo giorno, un percorso straordinario che persino il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha intenzione di celebrare ricevendo al Quirinale, l'8 aprile, tutti gli atleti saliti sul podio e persino i quarti classificati -4-8.

E mentre il tramonto si avvicina, l'attenzione si sposta verso altre discipline: il pattinaggio di figura con Lara Naki Gutmann pronta per il programma corto, il bob a due maschile con Patrick Baumgartner e Robert Mircea, e ancora lo sci freestyle e lo snowboard -3. Giornate come questa, fitte di appuntamenti e di storie intrecciate tra sport diversi, raccontano l'essenza più autentica di un'Olimpiade: un meccanismo complesso dove ogni ingranaggio, dal singolo atleta al team più numeroso, contribuisce a creare un affresco collettivo destinato a rimanere nella memoria, al di là del colore delle medaglie conquistate.

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