L'Opec aumenta la produzione di petrolio: da ottobre 137mila barili in più al giorno

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’Opec+, l’alleanza globale che riunisce i principali Paesi esportatori di petrolio, ha deliberato un incremento della produzione di greggio, fissando un aggiustamento positivo di 137mila barili giornalieri a partire dal prossimo mese di ottobre. La decisione, che giunge al termine dell’incontro tecnico tenutosi domenica, è stata assunta dai otto membri chiave del cartello – Arabia Saudita, Russia, Iraq, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Kazakistan, Algeria e Oman – i quali hanno motivato la scelta, come si legge nel comunicato ufficiale, "in considerazione di una prospettiva economica globale stabile e degli attuali solidi fondamentali del mercato, riflessi peraltro nelle basse scorte di petrolio".

L’incremento produttivo, quantificato in modo univoco dalle agenzie di stampa internazionali, rappresenta un segnale di fiducia verso l’andamento della domanda energetica mondiale, nonostante le persistenti incertezze macroeconomiche. Tale misura si configura come un ritocco rispetto ai tagli volontari, molto più consistenti, che erano stati annunciati nell’aprile del 2023 e che ammontavano a 1,65 milioni di barili al giorno; una manovra correttiva, dunque, che modula gli approvvigionamenti in un mercato dalle dinamiche complesse e sensibili.

Sui mercati finanziari, intanto, il greggio West Texas Intermediate (WTI) ha toccato nei giorni scorsi i 61,20 dollari al barile, segnando il livello più basso dagli inizi di giugno, per poi attestarsi sui 61,50 dollari. Le fluttuazioni dei listini hanno risentito delle attese per l’incontro dell’Opec+, durante il quale – secondo alcune indiscrezioni – l’Arabia Saudita avrebbe spinto per un rientro più celere degli supply cut. Le quotazioni, che stanno operando al di sotto della media mobile a 50 giorni, situata a 64,90 dollari, trovano per ora un supporto significativo proprio attorno alla soglia dei 61,50 dollari.

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