L’ultima prova di Kvitfjell parla francese: Allegre svetta, gli azzurri si rivedono con Schieder e Franzoni

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non c’è stato nulla da fare, per gli azzurri, di fronte a un Nils Allegre scatenato che, nell’ultimo test cronometrato prima della discesa libera di sabato, ha imposto il proprio ritmo sull’Olympiabakken di Kvitfjell. Il francese, con il tempo di 1’46”68, ha letteralmente dettato legge in questa seconda e ultima prova, stringendo tra sé e gli inseguitori un margine che, seppur minimo in termini assoluti, lascia intendere una condizione di forma decisamente brillante a poche ore dall’assegnazione delle coppe di specialità. Dietro di lui, a completare un terzetto di altissimo livello, si sono piazzati due atleti abituati a recitare un ruolo da protagonisti: Vincent Kriechmayr, staccato di appena sette centesimi, e Alexis Monney, terzo a trentaquattro centesimi.

L’Italia che cresce: Schieder conferma il buon momento, Franzoni scalpita tra i primi sei

Tra i corridori italiani, la giornata ha portato con sé indicazioni confortanti, soprattutto per quel che riguarda la continuità di rendimento mostrata da Florian Schieder. Il valtellinese, già autore di una prova solida nella prima sessione di test, ha centrato il quarto posto assoluto a cinquantuno centesimi dal vertice, piazzandosi come il migliore del quartetto azzurro in questa fase di avvicinamento alla gara. A pochi centesimi di distanza, sesto a sessantatré secondi dal leader, c’è però un Giovanni Franzoni in netta crescita: il suo crono, che lo colloca alle spalle dello stesso Schieder e davanti a nomi altisonanti, rappresenta un segnale importante in termini di fiducia e di adattamento a una pista che, evidentemente, comincia a calzargli a pennello. Una nota di merito, infine, per Mattia Casse, nono con un ritardo di un secondo e quattro, e per Dominik Paris, decimo a sedici centesimi dal compagno di squadra, a dimostrazione di un gruppo azzurro che, pur senza strafare, ha piazzato quattro elementi nella top ten.

Le gerarchie irrisolte: Odermatt cerca l’en plein, von Allmen punta al riscatto

Se il cronometro ha premiato i nomi sopra citati, lo stesso non si può dire di due dei grandi favoriti della vigilia, destinati a giocarsi le ultime carte stagionali nella discesa di sabato. Marco Odermatt, già matematicamente acciuffatore della coppa di disciplina per la quinta volta in carriera, si è concesso una prova interlocutoria lontano dai primi posti, come del resto avvenuto nella precedente sessione di test; lo svizzero, campione del mondo in carica, sembra aver scelto di gestire le energie in vista del gran finale, senza per questo rinunciare a quel palio d’onore che lo vede comunque protagonista. Discorso diverso, invece, per il compagno di squadra Franjo von Allmen: il giovane elvetico, reduce dall’uscita di Courchevel, sta cercando di mettere alle spalle l’errore per blindare la seconda piazza nella classifica di specialità. Con un pettorale che lo vedrà partire tra Paris e Franzoni, sabato proverà a giocarsi il tutto per tutto, nella consapevolezza che Kriechmayr, forte del secondo posto odierno, rappresenti un’insidia concreta nella lotta per il podio finale.

L’organigramma azzurro e i compiti in partenza: Alliod apre, Hintermann chiude

Nella startlist della discesa maschile che darà il via all’ultimo atto delle finali, gli uomini guidati dal direttore tecnico hanno trovato una disposizione chiara e, per certi versi, strategica. Sarà Benjamin Alliod, reduce da un tredicesimo posto in prova a un secondo e trentacinque, il primo dei sei italiani a scendere dal cancelletto di partenza, con il pettorale numero cinque. A seguire, tra i pettorali più alti, Florian Schieder scatterà per ottavo, forte del quarto posto nelle prove e con l’ambizione di trasformare il buon riscontro cronometrico in un risultato di spessore in gara. A chiudere la lunga fila azzurra ci penserà Christof Innerhofer, che con il ventiquattresimo pettorale saluterà di fatto l’Olympiabakken in quella che potrebbe essere l’ultima uscita di una carriera leggendaria sulle nevi norvegesi.

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