Stellantis, dividendi in bilico e lavoratori in crisi: il nodo degli investimenti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre Stellantis chiude il 2024 con un bilancio che definirlo complesso sarebbe un eufemismo, le critiche piovono da più fronti. Il gruppo automobilistico, guidato da John Elkann e dall’amministratore delegato Carlos Tavares, ha registrato un crollo dei ricavi del 17% e un calo degli utili netti del 70%, numeri che hanno immediatamente influito sul valore delle azioni in Borsa, scese del 4% in apertura. Un quadro che il ministro dei Trasporti Matteo Salvini non ha esitato a definire “drammatico”, puntando il dito contro le politiche europee, da lui ritenute responsabili di un “suicidio imposto”.

Ma non è solo la Borsa a preoccupare. Michele De Palma, segretario generale della Fiom, ha lanciato un duro attacco alla gestione di Stellantis, evidenziando come, nonostante i dividendi distribuiti agli azionisti, migliaia di lavoratori italiani siano da oltre un decennio in cassa integrazione. “Le scelte compiute negli anni da Tavares e condivise dalla proprietà sono state fallimentari”, ha affermato De Palma, sottolineando la mancanza di investimenti in ricerca, sviluppo e produzione. Un vuoto che, secondo lui, sta pesando non solo sui dipendenti, ma sull’intero Paese.

La situazione non è migliore oltreoceano. Negli Stati Uniti, i dipendenti della United Auto Workers (UAW) hanno visto ridursi del 73% i bonus di partecipazione agli utili, passando dai 13.860 dollari del 2023 ai 3.780 di quest’anno. Una diminuzione significativa, che coinvolge circa 38.800 lavoratori, con importi variabili in base alle ore lavorate. Un segnale ulteriore di come la crisi del gruppo stia avendo ripercussioni dirette sulle condizioni dei dipendenti.

Stellantis, dal canto suo, ha giustificato il calo delle consegne (-12%) con “gap temporanei nella gamma prodotti” e azioni di riduzione delle scorte, ormai completate. Tuttavia, queste spiegazioni non sembrano bastare a placare le preoccupazioni degli investitori e dei lavoratori, che si trovano a fare i conti con un futuro incerto.

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