Il ritorno del diavolo: Milano si veste di rosso per l’anteprima del sequel

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C’era una volta il cubetto di formaggio di Emily, quel gesto quasi sacrilego nel lontano 2006 che sintetizzava meglio di qualsiasi manuale il rapporto disturbato tra la moda e il cibo. Oggi, a quasi vent’anni di distanza, “Il diavolo veste Prada 2” prova a raccontare un settore profondamente mutato, anche se il ceremoniale dell’evento – guarda caso – non ha perso un grammo del suo smalto. Lo dimostra l’anteprima milanese del film, tenutasi tra Rinascente di Piazza Duomo e quattro diversi cinema del capoluogo lombardo, dove Disney Italia ha accolto oltre duemila invitati per proiettare in anteprima nazionale l’atteso sequel della 20th Century Studios.

Milano, che nell’immaginario collettivo è da sempre la capitale morale del prêt-à-porter, ha steso il suo red carpet per l’occasione, accogliendo un parterre composito di volti noti del piccolo schermo, dello spettacolo e – inevitabilmente – del web. Non c’erano Meryl Streep o Anne Hathaway, ma il loro fantasma aleggiava sulla folla: una folla composta, tra gli altri, da Simona Ventura, Enzo Miccio, Carla Gozzi e Cecilia Rodriguez, tutti chiamati a rispondere a un dress code in realtà mai dichiarato. Il total black, il total white e soprattutto il rosso – colore leitmotiv di questa campagna promozionale – hanno dominato la scena, quasi a voler aggiornare la severa cartella dei voti di Miranda Priestly con un giudizio affettivo su chi ha “azzeccato” il look e chi invece “ha sbagliato film”.

Villa Arconati e la “piccola Versailles” sullo schermo

Se la première ha acceso i riflettori sui volti nostrani, la pellicola stessa restituisce un’immagine inedita dell’Italia, andando ben oltre la classica cartolina. Le riprese del sequel, la cui trama rimane ancora top secret, hanno infatti scavato nel patrimonio storico e architettonico del Nord Italia, scegliendo location che parlano di potere e prestigio. Tra queste spicca Villa Arconati di Bollate, una dimora che Galeazzo Arconati volle come luogo di cultura e influenza e che oggi, complice la regia di David Frankel, diventa lo sfondo patinato delle nuove dinamiche redazionali.

La villa – definita da molti come la “piccola Versailles” della pianura padana – viene ripresa in alcuni degli ambienti più iconici che i trailer hanno già svelato al pubblico (accumulando, va detto, quasi duecento milioni di visualizzazioni in un solo giorno). La Corte nobile con il suo elegante colonnato in granito, lo Scalone d’onore che ospita la copia del Laocoonte dei Musei Vaticani e la spettacolare Sala di Fetonte fanno da sfondo alle scene che vedono protagonista il cast storico, arricchito dalla new entry Simone Ashley nei panni della nuova assistente di Miranda.

Un’anteprima da record tra passato e presente

L’operazione nostalgia, in questo caso, è supportata da numeri da capogiro: il trailer del film rientra tra i più visti degli ultimi quindici anni, forte di 181,5 milioni di visualizzazioni raccolte nelle prime ventiquattro ore dalla pubblicazione. Un segnale inequivocabile di come il pubblico fosse ormai pronto a rivestire i panni di Andy Sachs, ma anche la riprova di quanto il fenomeno del 2006 sia riuscito a sedimentarsi come un classico contemporaneo. Nel 2006, ricordiamolo, mangiare durante la Fashion Week era considerato un’eresia; oggi, la narrazione attorno al settore si è fatta più sfumata, se non decisamente più consapevole, anche se i red carpet – come quello milanese – continuano a rappresentare un rito di passaggio obbligato per chiunque voglia contare qualcosa nel sistema.

Riuscirà questo secondo capitolo a intercettare lo spirito dei tempi come fece il primo, oppure si limiterà a cavalcare l’onda di un successo passato? Per scoprirlo bisognerà aspettare il 29 aprile, data fissata per l’uscita nelle sale italiane. Intanto, Milano ha fatto il suo dovere: ha vestito i suoi ospiti di rosso, ha riempito le sale e ha ricordato a tutti che, quando il diavolo in persona bussa alla porta, il copione prevede comunque il tutto esaurito.

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