La donna morta a villa Pamphili è ancora un fantasma: "l'hacker Stella" che nessuno cerca

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Redazione Interno Redazione Interno   -   "Stella", Stella Ford. Ma Stella Ford non esiste. O almeno, non esiste un'identità certa, un passato delineato, una nazionalità accertata. Quello che si sa – o meglio, quello che si sussurra – è che faceva "una specie di hacker", come ha raccontato un ex coinquilino. Ma anche questa informazione, vaga e frammentaria, sembra svanire nell'aria, proprio come la sua identità. Sono passati ormai nove giorni dal ritrovamento del suo corpo nel parco di villa Pamphili, a Roma, e tre dall’arresto di Rexal Ford, l’uomo che potrebbe essere suo marito e, secondo gli inquirenti, l’assassino non solo di lei ma anche della loro figlia di sei mesi.

Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, cercano di ricostruire gli ultimi movimenti della donna e di Ford in Italia. Quel che emerge è un quadro confuso, dove persino la nazionalità della vittima è incerta: russa o ucraina, forse. Rexal Ford, invece, è un 46enne californiano fermato sull’isola greca di Skiathos, dove aveva cercato rifugio dopo il duplice omicidio. Le tracze portano anche a Malta, ma i dettagli restano nebulosi.

Un messaggio vocale, inviato da Ford a un amico italiano due giorni prima del ritrovamento dei corpi, getta una luce sinistra sulle possibili motivazioni del delitto. "Mia moglie mi ha lasciato, è tornata con il suo ex fidanzato. Mi ha lasciato con la bambina perché non era più interessata a essere madre", dice la voce dell’uomo nell’audio pubblicato da "Repubblica". Parole che, se confermate, potrebbero delineare un movente passionale, ma che per ora restano solo un tassello in un puzzle ancora lontano dall’essere completato.

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