Villa Pamphili, potrebbe essere un'ucraina in fuga dalla guerra la donna trovata morta con la figlia
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Redazione Interno
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Gli inquirenti stanno valutando l’ipotesi che la donna ritrovata senza vita lo scorso 7 giugno a villa Pamphili, insieme alla figlia di pochi mesi, fosse una cittadina ucraina di lingua russa, fuggita dal conflitto nel suo paese. Il caso, che ha scosso Roma in quelle giornate torride, vede come unico indagato Francis Kaufmann, arrestato in Grecia dopo una fuga rocambolesca.
Kaufmann, che durante la latitanza aveva adottato falsi nomi – tra cui Rexal Ford e Matteo Capozzi –, è stato fermato sull’isola di Skiathos, dove aveva cercato rifugio. Durante l’udienza di convalida del fermo, il 46enne regista californiano ha inveito contro gli italiani, definendoli "mafiosi" davanti alle autorità elleniche. Un episodio che ha aggiunto ulteriori ombre su un profilo già enigmatico.
Le indagini hanno rivelato un modus operandi articolato: tre carte di credito, alimentate da consistenti trasferimenti di denaro provenienti dalla madre, utilizzate per spese spesso legate a ristoranti di lusso. Non solo. Il suo arrivo in Italia non era avvenuto attraverso i consueti canali, ma a bordo di un catamarano noleggiato da Malta, scelta che denota una certa capacità economica.
Prima di approdare a Roma, Kaufmann aveva vissuto per cinque anni tra Inghilterra, Islanda, Russia e Malta, tessendo una rete di spostamenti che complica il lavoro degli investigatori. Intanto, un retroscena inedito riporta l’attenzione sulla Spezia: lo scrittore Federico Carro aveva avuto contatti con lui, inizialmente via mail, poi attraverso messaggi e infine di persona, senza immaginare chi avesse davanti.




