Villa Pamphili, la donna morta si presentò alla polizia: «Mi chiamo Stella, sono la moglie di Rexal». Il mistero del matrimonio a Malta
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Redazione Interno
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Una donna senza nome, una bambina morta e un uomo in fuga con troppe identità. Il caso di Villa Pamphili, che ha scosso Roma nelle scorse settimane, non è chiuso. L’arresto in Grecia di Rexal Ford – nome che potrebbe non essere il suo – è solo l’inizio di un labirinto di domande ancora senza risposta. Chi era davvero la donna trovata senza vita tra i cespugli del parco, accanto alla figlia di pochi mesi? E chi è l’uomo accusato di averle abbandonate, dopo aver costruito una vita su menzogne e documenti falsi?
Quella che si presentava come Stella, moglie di Ford, aveva 29 anni e proveniva dall’Europa dell’Est, ma la sua identità resta un enigma. Le indagini rivelano che Rexal Ford, o chiunque egli sia, aveva un passaporto americano autentico, ma i dati anagrafici non corrispondono a nessuna registrazione ufficiale negli Stati Uniti. Un dettaglio che getta ombre ancora più fitte su un profilo già sfuggente: «Non è un clochard», racconta un conoscente, «aveva una casa a Malta». Proprio lì, secondo alcune testimonianze, la coppia avrebbe celebrato un matrimonio, di cui però non esistono tracce documentali.
Mentre i corpi venivano scoperti a Villa Pamphili, Ford si aggirava per il centro di Roma, cercando di corteggiare altre donne. «Mi diceva di avere tre milioni sul conto», racconta una giovane contattata dall’uomo poche ore dopo il ritrovamento dei cadaveri. La sua fuga in Grecia, conclusa con l’arresto, non ha fermato le domande: perché la bambina è morta? E la madre, è deceduta per cause naturali o c’è lo zampino dell’uomo che si faceva chiamare suo marito?




