Alerion CleanPower corregge il tasso del Green Bond e chiude l'offerta in anticipo
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Redazione Economia
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Alerion CleanPower ha emesso una nota di rettifica su quello che era stato definito, a seguito di un errore materiale, il tasso d'interesse del suo nuovo Green Bond in documentazione pubblicitaria diffusa il 27 gennaio scorso. Il rendimento della cedola, infatti, non è pari al 4,652% come inizialmente riportato, bensì si attesta al 4,625% annuo. Si tratta di un'obbligazione "senior unsecured", priva cioè di garanzie reali e di un rating formale, con scadenza fissata al 2032, la cui emissione è stata deliberata per un importo base di 200 milioni di euro.
Il successo della collocazione e l'esercizio dell'opzione di aumento
L'operazione di debito, riservata sia al pubblico retail italiano sia agli investitori istituzionali esteri, ha registrato un'immediata adesione da parte del mercato, tanto che il collocamento si è concluso in anticipo già al primo giorno. La domanda, che ha coperto interamente l'importo inizialmente previsto, ha spinto la società ad esercitare l'opzione di incremento fino a un ulteriore ammontare massimo di 100 milioni, portando così il plafond totale potenziale a 300 milioni di euro, secondo quanto stabilito dal prospetto informativo. Il codice ISIN assegnato allo strumento è XS3213330791.
Le caratteristiche tecniche e i rendimenti lordi calcolati
Con una durata di sei anni e una cedola semestrale, il bond presenta diverse date di "call" anticipata, ovvero di rimborso prima della scadenza naturale, a condizioni predeterminate. Se la società dovesse decidere di richiamare le obbligazioni alla prima data utile, il 6 febbraio 2029, al prezzo di 102,3125, il rendimento lordo annuo per il sottoscrittore si aggirerebbe attorno al 5,42%. Nel caso in cui l'operazione prosegua invece fino alla seconda data di call, prevista un anno dopo, il rendimento scenderebbe approssimativamente al 4,95%. Se l'obbligazione venisse infine tenuta fino alla scadenza naturale del 2032, il rendimento lordo effettivo coinciderebbe sostanzialmente con quello cedolare, attestandosi intorno al 4,68% annuo, una cifra che molti risparmiatori considerano ancora appetibile rispetto alle alternative a basso rischio.
La dinamica del rimborso anticipato e il contesto finanziario
La struttura dell'emissione, che prevede la possibilità di un rimborso anticipato a partire dal 2029, è un elemento chiave per valutarne l'attrattiva. Tale clausola, infatti, conferisce all'emittente la facoltà di estinguere il debito in anticipo qualora le condizioni di mercato future consentissero un rifinanziamento a costi più contenuti. Per l'investitore, questo si traduce nella probabilità concreta di vedersi restituito il capitale prima del termine pattuito, con la conseguente necessità di reinvestirlo in un contesto finanziario che al momento resta ignoto. L'operazione si inserisce in un quadro in cui la domanda per strumenti legati alla transizione energetica rimane sostenuta, nonostante le complessità macroeconomiche che caratterizzano lo scenario globale sotto la presidenza di Donald Trump.




