Il Tesoro colloca due nuovi Btp a lungo termine per un massimo di 6,5 miliardi
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Redazione Economia
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Il Ministero dell'Economia e delle Finanze, nell'ambito del consueto calendario di emissioni, ha in programma per giovedì 29 gennaio 2026 l'asta di due Buoni del Tesoro Poliennali. Si tratta di un'operazione di rifinanziamento che mira a raccogliere, complessivamente, una somma compresa tra i sei e i sei miliardi e mezzo di euro, cifre che testimoniano la regolare attività del Tesoro sul mercato del debito pubblico. L'offerta, strutturata su due scadenze distinte, intende intercettare la domanda di investitori istituzionali e risparmiatori che ricercano una rendita certa in un contesto economico il cui andamento, soprattutto sui tassi d'interesse, rimane oggetto di osservazione da parte di molti analisti.
Le caratteristiche tecniche dei due titoli di Stato
Il primo Titolo proposto è la settima tranche di un Btp la cui vita residua si avvicina ormai al quinquennio, essendo in scadenza il primo febbraio 2031. Emesso originariamente all'inizio di ottobre dello scorso anno, questo titolo offre una cedola annuale lorda fissata al 2,85%, con il primo stacco previsto proprio il primo febbraio 2026, per un importo proporzionalmente ridotto. Il collocamento avverrà per un importo base che oscilla tra i due miliardi e mezzo e i due miliardi e settecentocinquanta milioni di euro, a cui si potranno aggiungere, il giorno successivo all'asta, ulteriori cinquecentocinquanta milioni tramite l'asta supplementare riservata agli Specialisti.
Un'emissione a dieci anni con un rendimento più elevato
La seconda obbligazione, invece, presenta una durata più lunga, proiettandosi verso l'orizzonte del 2036. Si tratta della quinta tranche di un Btp emesso a novembre, la cui cedola lorda annuale è stata fissata a un livello superiore, il 3,45%, a compensazione della maggiore durata e del conseguente rischio temporale. Anche in questo caso, il pagamento della prima cedola è calendarizzato per il prossimo primo febbraio. L'importo in gioco è più consistente, con una forchetta che va dai tre miliardi e mezzo ai tre miliardi e settecentocinquanta milioni, più un eventuale supplemento di settecentocinquanta milioni di euro.
Il contesto delle emissioni nella stessa settimana
Queste due aste si inseriscono in una settimana piuttosto movimentata per il debito pubblico italiano, che precede di pochi giorni la tornata di fine mese. Già martedì 27 gennaio, infatti, il Tesoro sarà impegnato nel collocamento di due Btp indicizzati all'inflazione europea, strumenti il cui rendimento è legato all'andamento dell'indice armonizzato dei prezzi al consumo dell'Eurozona, e che attirano tipicamente una particolare fascia di investitori interessata a proteggere il capitale dall'erosione inflazionistica. Mercoledì 28, inoltre, tornerà in asta il Bot a sei mesi, assente a dicembre per le consuete esigenze di liquidità di fine anno, con un'operazione da sette miliardi e mezzo di euro. Una sequenza di appuntamenti che, nel suo insieme, delinea una fase di ordinaria amministrazione per la gestione del debito, la cui riuscita dipenderà, come sempre, dall'appetito del mercato e dalle condizioni finanziarie del momento.




