Garlasco, il Tg1 svela il contenuto del "pizzino" del padre di Sempio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un foglietto a quadretti, con scritte a penna blu, è diventato il fulcro di un nuovo fascicolo per corruzione in atti giudiziari, aperto dalla Procura di Brescia e mostrato in esclusiva dal Tg1. Quel "pizzino", sequestrato lo scorso maggio nell'abitazione della famiglia Sempio a Garlasco, contiene annotazioni che, secondo gli inquirenti, gettano una luce inquietante sulle dinamiche processuali relative all'omicidio di Chiara Poggi, il cui Corpo senza vita fu rinvenuto nell'agosto del 2007. Redatto nel febbraio 2017 da Giuseppe Sempio, padre di Andrea – amico di Marco Poggi e ora indagato per concorso in omicidio nel nuovo filone d'inchiesta –, l'appunto si compone di frasi brevi e apparentemente criptiche, le quali, tuttavia, assumono un peso specifico notevole all'interno del contesto investigativo.

Il contenuto dell'appunto

La frase che maggiormente ha catturato l'attenzione degli investigatori recita: “Venditti GIP archivia x 20/30 euro”. Questo passaggio, secondo la ricostruzione della procura, alluderebbe a un presunto accordo con il giudice per le indagini preliminari Mario Venditti, affinché questi archiviasse le indagini a carico di Andrea Sempio per una somma di modesta entità. Accanto a questa annotazione, che circolava già da alcune settimane, la televisione pubblica ha ora rivelato l'intero contenuto del biglietto, facendo emergere un'altra significativa dichiarazione: “Sembra proprio mio figlio Andrea”. Una frase, questa, che i inquirenti interpretano non come un'affermazione di carattere affettivo, bensì come un riferimento alla possibile identificazione del figlio in un contesto probatorio, sebbene le indagini non ne specifichino ulteriormente la natura o l'oggetto.

Le implicazioni per l'ex procuratore

Le scritte sul pizzino hanno fornito alla Procura di Brescia gli elementi per avviare un procedimento che vede coinvolto l'ex procuratore di Pavia Mario Venditti, il cui nome compare esplicitamente nell'appunto. L'ipotesi investigativa, che necessita di essere confermata da ulteriori riscontri, è che Venditti – il quale, all'epoca dei fatti riferiti nel biglietto, era il giudice per le indagini preliminari sul caso – possa essere stato corrotto per favorire la chiusura del fascicolo che riguardava Andrea Sempio. La cifra indicata, sebbene esigua, assume un valore simbolico rilevante all'interno dell'inchiesta, poiché rappresenta il presunto *quid pro quo* per un atto d'ufficio di gravità inaudita.

Il contesto dell'omicidio Poggi

Il ritrovamento del pizzino si inserisce in un'indagine che, a distanza di anni dal delitto, continua a svilupparsi attraverso filoni paralleli. L'omicidio di Chiara Poggi, per il quale fu inizialmente condannato all'ergastolo il fratello Alberto, ha visto riaprirsi le indagini con un nuovo capitolo che coinvolge, appunto, Marco Poggi – altro fratello della vittima – e Andrea Sempio, accusati di concorso nell'omicidio. La rivelazione del contenuto integrale del biglietto, con quelle frasi così dirette e apparentemente ingenue, fornisce ora alla procura uno strumento ulteriore per ricostruire le trame, non solo dell'omicidio stesso, ma anche di possibili interferenze nel corso della giustizia.

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