Dazi Usa-Ue, trattativa a oltranza: obiettivo 10%. Bessent: "Decide Trump"
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Redazione Esteri
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Washington non ha rinunciato all’idea di chiudere un’intesa con Bruxelles prima della scadenza del 9 luglio, ma i margini per un accordo solido appaiono sempre più ridotti. Lo dimostrano le parole di Robert Wescott, economista vicino alla Casa Bianca, secondo cui quella in corso è ormai una "mini-intesa a uso e consumo dei media", pensata più per offrire a Donald Trump un successo da annunciare in tv che per risolvere le divergenze commerciali tra le due sponde dell’Atlantico.
La missione a Washington del commissario Ue al Commercio Maroš Šefčovič, che ieri ha incontrato il segretario al Tesoro Scott Bessent e l’ambasciatore Jamieson Greer, conferma però che il dialogo resta aperto. Bessent, considerato l’uomo più influente sull’agenda economica di Trump, è la figura chiave: fu lui, ad aprile, a convincere il presidente a sospendere i dazi per 90 giorni, evitando un crollo dei mercati. Ora il pressing è tutto sull’abbassamento delle tariffe al 10%, ma la decisione finale spetterà alla Casa Bianca.
Ursula von der Leyen, da parte sua, ha ribadito che l’Europa vuole un accordo ma è pronta a "qualsiasi eventualità". Un tono cauto, che riflette la consapevolezza di trattare con un’amministrazione imprevedibile, dove ogni trattativa può essere ribaltata da un tweet. Intanto, il trattamento riservato a Šefčovič – ricevuto all’ultimo momento anche da Bessent, oltre che dal segretario al Commercio Howard Lutnick – suggerisce che gli Usa non intendono affossare del tutto il negoziato.




