Dazi Usa-Ue al 15% da oggi, ma l’auto resta al 27%. Trump minaccia: "Potrebbero salire al 35%"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Dalla mezzanotte del 7 agosto, le merci europee esportate negli Stati Uniti saranno soggette a dazi del 15%, senza eccezioni neppure per i farmaci, in quella che si configura come una delle più dure offensive commerciali degli ultimi anni. La misura, annunciata dopo mesi di trattative inconcludenti, colpisce in modo trasversale il made in Italy, con ripercussioni particolarmente severe per il Nord, dove Milano e Torino – secondo le stime della Svimez – potrebbero registrare un calo occupazionale superiore alle 100mila unità.

Nonostante l’entrata in vigore delle nuove tariffe, i negoziati proseguono su alcuni comparti strategici. Quello automobilistico, attualmente tassato al 27%, punta a una riduzione al 15%, mentre il vino – sebbene non nell’immediato – potrebbe ottenere un’esenzione. Intanto, la Commissione europea ha temporaneamente congelato le contromisure previste dal regolamento 2025/1564, adottato il 24 luglio e inizialmente sospeso ad aprile, che mirava a riequilibrare gli scambi con Washington.

La tregua commerciale appare sempre più fragile dopo l’ultimatum lanciato da Donald Trump, il quale ha avvertito che i dazi saliranno al 35% se l’Ue non onorerà gli impegni sugli investimenti in beni americani, stimati in 600 miliardi di dollari, e sugli acquisti energetici, per altri 750 miliardi. Una posizione che riflette la linea dura della presidenza statunitense, mentre la Fed, guidata da Jerome Powell, si trova a dover gestire le ricadute economiche di una politica sempre più aggressiva.

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