Mondiali 2026, Brasile e Marocco si sfidano nel segno di Ancelotti e Ouahbi
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Redazione Sport
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Il conto alla rovescia per l’esordio nel Gruppo C è terminato, e il MetLife Stadium nel New Jersey si prepara ad accogliere una sfida che ha il sapore di un’anticipazione da ottavi di finale, vista la caratura tecnica delle due contendenti. Da una parte c’è il Brasile, che dopo una fase di qualificazione sudamericana meno scintillante del previsto si presenta al grande palcoscenico mondiale con una sorta di "anima italiana" in panchina: quella di Carlo Ancelotti, il tecnico emiliano chiamato a ridare lustro alla Canarinha.
Dall’altra, il Marocco, la rivelazione dell’edizione qatariota, che forte del titolo di Campione d’Africa arriva in Nordamerica con l’ambizione di dimostrare che il quarto posto di quattro anni fa non è stato un caso isolato, bensì l’inizio di un’era. La posta in palio è alta, non tanto per un pronóstico che vede i verdeoro nettamente favoriti (un segno 1 quotato 1,62 secondo gli esperti di Sisal), quanto per il valore simbolico di un confronto che mette di fronte due scuole di calcio lontane ma in costante evoluzione.
L’effetto Ancelotti e la nuova maturità dei Leoni dell’Atlante
La tensione si respira nell’aria, ma le parole dei protagonisti in conferenza stampa raccontano di un rispetto reciproco che non preclude però la voglia di stupire. Carlo Ancelotti, sebbene non abbia mai alzato la voce, ha costruito una squadra che finalmente sembra aver metabolizzato la pressione schiacciante che da sempre accompagna il "jogo bonito". Da segnalare l’assenza pesante di Neymar (fuori per un infortunio al polpaccio), una tegola che avrebbe potuto destabilizzare chiunque, ma che nel contesto attuale sembra aver liberato Vinicius Jr.
Da ogni vincolo gerarchico. Il fuoriclasse del Real Madrid, fresco di una stagione senza infortuni, è stato chiarissimo: "Non sono qui per essere il migliore del torneo, sono qui per riportare il Brasile al posto che merita". Una dichiarazione, la sua, che suona come un manifesto programmatico per una nazionale stanca delle aspettative irrealizzate.
Sull’altro fronte, la panchina marocchina vive una condizione paradossale. Mohamed Ouahbi, subentrato dopo la sorprendente rinuncia di Walid Regragui alla vigilia del torneo, non ha voluto nascondersi, anzi ha trasformato quella che poteva essere una fragilità in un'arma. "C'è rispetto per noi, e questo mi piace", ha affermato il commissario tecnico, sottolineando come la sua squadra non perda nei 90 minuti regolamentari da quasi tre anni.
I Leoni dell’Atlante, reduci da un digiuno di sconfitte che rasenta il record, vantano un centrocampo dinamico e una difesa guidata dalla stella del PSG, Achraf Hakimi, che proprio quest’anno ha alzato al cielo la Champions League con il suo club. L’unico cruccio per Ouahbi riguarda le assenze di Nayef Aguerd e Abde Ezzalzouli, due pedine importanti che però, come garantito dallo stesso allenatore, non cambieranno la filosofia aggressiva della squadra.
Le chiavi tattiche di un match dal ritmo altissimo
A livello strategico, ci si aspetta una battaglia prevalentemente sulle fasce, dove la velocità la farà da padrona. L’incrocio tra Vinicius Jr. e Hakimi è destinato a diventare il duello decisivo: da un lato la fantasia e lo scatto bruciante del verdeoro, dall’altro la fisicità e l’esperienza del terzino destro marocchino. In cabina di regia, Casemiro rappresenta il muro davanti alla difesa, ma dovrà fare i conti con la mobilità di Sofyan Amrabat, bravo a inserirsi senza palla.
Per i sudamericani, l’assenza di Neymar sposta il raggio d’azione principale sulla destra con Raphinha, mentre per i nordafricani l’estro di Brahim Díaz (in gol a 6,00 secondo i bookmaker) potrebbe rivelarsi l’arma a sorpresa per pungere in ripartenza.
Il MetLife Stadium, che per l’occasione si veste di gala ospitando la finalissima del 19 luglio, farà da sfondo a un’apertura del Gruppo C che promette spettacolo, con la Rai che manderà in onda la diretta già dal pre-partita su Rai 4K, affidando la regia a Marco Spoletini e la supervisione a Marco Lollobrigida.
Nonostante i verdeoro partano con i favori del pronostico (l’Under 2,5 è quotato a 1,72, a testimonianza di una gara che si prevede equilibrata), il Marocco ha dimostrato in passato di saper sovvertire ogni logica. Quel 2-1 inflitto proprio al Brasile nel marzo del 2023 è ancora impresso nella memoria, così come lo stop inferto a favoriti del calibro di Belgio, Spagna e Portogallo in Qatar. Per Vinicius e compagni, quella sconfitta amichevole rappresenta ancora una spina nel fianco; per il ct Ouahbi, un precedente psicologico da sfruttare.
Il gruppo C, che comprende anche Scozia e Haiti, potrebbe vedere una di queste due corazzate prendere subito il largo, ma la pressione è tutta sulle spalle di Ancelotti. L’allenatore italiano, abituato a gestire i divi del Real Madrid, cerca proprio su questo campo la sua prima consacrazione sulla panchina più prestigiosa (e più esigente) del calcio mondiale.




