La notte di Pasqua a Cavriglia: spari contro la statua di Francesco Nuti, il sindaco parla di “gesto ignobile”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Sono bastati pochi colpi, probabilmente esplosi da una pistola ad aria compressa o da un’arma di potenza simile -1, per trasformare un simbolo della memoria collettiva in un cumulo di ferite. A Cavriglia, nel cuore del Valdarno aretino, la statua dedicata a Francesco Nuti, collocata al Giardino Ardenza e inaugurata poco più di un anno fa, il 31 luglio del 2024, è stata vandalizzata nella notte appena trascorsa, quella di Pasqua. A darne notizia, attraverso un post che ha subito fatto il giro dei social network, è stato l’assessore regionale ai trasporti Filippo Boni; lo stesso Boni, che è anche vicesindaco del comune toscano -10, ha parlato di un atto che colpisce non solo l’opera fisica, ma la capacità stessa di custodire le storie.

Un’opera ispirata a una notte di silenzio

La scultura, che ritrae l’attore e regista pratese seduto su una panchina, non era lì per caso. Il legame tra Francesco Nuti e Cavriglia, come hanno più volte raccontato l’attuale primo cittadino Leonardo Degl’Innocenti o Sanni e l’ex sindaco Enzo Brogi, è strettissimo e nasce da un aneddoto che sa di cinema: era il 1982 quando Nuti, dopo una partita a biliardo, si sedette proprio in quella posizione, rimanendo folgorato dal silenzio irreale del paese. “Madonna che silenzio c’è stasera”, esclamò allora, dando il titolo al suo celebre film. Il manufatto, realizzato per volontà dell’amministrazione, era stato accolto con grande partecipazione dalla cittadinanza durante l’evento di presentazione, a testimonianza di come quell’artista fosse ormai parte integrante del tessuto identitario del borgo.

L’indignazione del sindaco e le indagini in corso

L’attacco al volto e al naso della statua, che presenta ora segni profondi riconducibili a colpi di martello o a pallini d’arma da fuoco, ha scatenato la reazione immediata delle istituzioni. Il sindaco Degl’Innocenti o Sanni non ha usato mezzi termini nel definire l’accaduto, bollandolo come “un gesto così ignobile” che dimostra “una totale mancanza di rispetto per i beni comuni, per l’arte e per i valori condivisi”. “Cavriglia – ha aggiunto il primo cittadino in una nota stampa – non si riconosce in chi distrugge, ma in chi costruisce, custodisce e tramanda memoria”. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti per risalire agli autori del raid; non è ancora stato chiarito se l’offensiva sia avvenuta esattamente con un’arma ad aria compressa o con un oggetto contundente, ma le indagini sono in corso per acquisire eventuali immagini delle telecamere di sorveglianza della zona.

Reazioni e ripristino dell’opera

L’eco del vandalismo ha rapidamente superato i confini locali, suscitando sdegno non solo per l’atto in sé, ma per la sua natura apparentemente gratuita. L’assessore Boni, che per primo ha condiviso la notizia, ha sottolineato come sparare a una statua equivalga a “rivolgere quel colpo verso noi stessi”, una riflessione che lega il danno materiale a una più profonda crisi del rispetto sociale. Mentre il vicepresidente del consiglio regionale e gli esponenti della cultura toscana esprimevano solidarietà all’amministrazione, l’attenzione si è spostata subito sul futuro dell’opera. L’amministrazione comunale ha già assicurato che verranno attivate “tutte le procedure necessarie per il ripristino”, nel tentativo di restituire alla cittadinanza e ai visitatori l’integrità di un monumento che, seppur ferito, resta un presidio di memoria in un’epoca in cui, come disse Nuti in quella famosa notte, il silenzio sembra essere diventato solo un ricordo.

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