Conto termico 3.0, una svolta per l'efficienza energetica che include il fotovoltaico

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ha dato forma concreta, attraverso il decreto del 7 agosto pubblicato in Gazzetta Ufficiale a fine settembre, al cosiddetto Conto Termico 3.0, uno strumento che rinnova profondamente la disciplina preesistente e che si prefigge di accelerare il processo di decarbonizzazione e di efficientamento energetico del patrimonio edilizio nazionale. Con un plafond complessivo di novecento milioni di euro annui, di cui cinquecento destinati ai privati e quattrocento alla pubblica amministrazione, il meccanismo si appresta a diventare operativo per le domande che verranno presentate a partire dal prossimo 25 dicembre, offrendo la possibilità di ottenere rimborsi immediati che, in alcuni casi specifici, possono coprire fino al sessantacinque per cento della spesa sostenuta.

Le novità per gli impianti di riscaldamento e le pompe di calore

Uno degli aspetti più significativi dell'aggiornamento normativo risiede nell'ampio ventaglio di tecnologie agevolabili, che include non solo le consolidate pompe di calore e i sistemi solari termici, ma anche, seppur con determinate limitazioni, gli impianti fotovoltaici quando la loro produzione è finalizzata alla climatizzazione degli ambienti. Gli esperti del settore, come Marco Dall’Ombra di Assoclima, sottolineano come il nuovo conto termico introduca definizioni tecniche più precise, riconoscendo ufficialmente le configurazioni "add-on" e "bivalenti" delle pompe di calore, le quali, integrandosi con generatori esistenti, aprono a opportunità significative soprattutto per le piccole e medie imprese che intendono ottimizzare i consumi senza dover necessariamente sostituire l'intero impianto.

Un'alternativa per le colonnine di ricarica elettrica

Mentre si attende l'immissione su strada di decine di migliaia di nuove auto elettriche favorite da altre misure di sostegno, il Conto Termico 3.0 si propone come una soluzione inaspettata per sopperire alla carenza di fondi specifici destinati alle infrastrutture di ricarica privata. Benché i finanziamenti dedicati alle wallbox si siano infatti esauriti, la nuova normativa consente di accedere ai suoi incentivi anche per l'installazione di quelle colonnine che, collegate a un sistema di produzione di energia rinnovabile, contribuiscono ad alimentare i consumi domestici, rappresentando così una via alternativa per chi ha investito nella mobilità a zero emissioni.

La procedura di accesso agli incentivi gestita dal GSE

La gestione operativa dello schema di incentivazione rimane affidata al Gestore dei Servizi Energetici, il quale eroga i contributi sotto forma di rimborso, anticipando di fatto una parte consistente delle somme e rendendo l'intervento più accessibile per una platea ampia di cittadini. Il meccanismo, che sostiene interventi di piccola dimensione per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili, si conferma dunque come uno dei pilastri della transizione energetica applicata al settore civile, permettendo di ammodernare i propri sistemi di riscaldamento e raffrescamento con un esborso iniziale notevolmente ridotto.

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