Minacce alla figlia di Meloni, il prof sotto accusa: "Post scritto dall’intelligenza artificiale"
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Redazione Interno
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Stefano Addeo, insegnante di tedesco in un istituto superiore di Cicciano, nell’hinterland napoletano, è finito nel mirino delle polemiche per un post in cui augurava alla figlia della premier Giorgia Meloni di subire la stessa sorte di Martina Carbonaro, la quattordicenne uccisa ad Afragola in un caso di femminicidio. Una frase choc, che lo stesso docente ha poi definito "una leggerezza", chiedendo pubblicamente scusa, ma fornendo versioni discordanti sulla genesi del messaggio.
Intervistato da Tgcom24, Addeo ha ammesso di essersi lasciato trascinare dall’emozione dopo aver appreso che il governo italiano non avrebbe dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu "criminale di Stato". "La situazione dei bambini di Gaza mi addolora moltissimo, piango ogni notte", ha spiegato, aggiungendo di essersi sentito "scosso" al punto da pubblicare quel contenuto. Tuttavia, in un successivo colloquio con il Tgr Campania, ha sostenuto che il post fosse stato generato dall’intelligenza artificiale: "Ho chiesto aiuto all’AI per comporlo, sono stato superficiale e me ne pento".
Una giustificazione che non ha placato le reazioni, a partire da quella di Matteo Renzi, il quale ha bollato Addeo come "cattivo maestro" e ne ha chiesto il licenziamento immediato. Il caso, intanto, ha riacceso il dibattito sull’uso distorto dei social e sulle responsabilità di chi, ricoprendo un ruolo pubblico, si rende autore di esternazioni violente.




