Torna a ruggire sulla Gran Risa Marco Schwarz, che interrompe il digiuno e complica la vita a Odermatt
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Redazione Sport
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Il rombo degli sci sulla ghiacciata pietraia della Gran Risa, tra le cime dolomitiche che hanno fatto da teatro a quarant’anni di Coppa del Mondo, ha restituito un suono che mancava da tempo: quello del trionfo di Marco Schwarz. L’austriaco, dopo una parentesi di quasi due anni lontano dalla luce abbagliante del podio più alto, ha scritto il suo nome nella classica di Alta Badia con un’autorità che, nella seconda manche, ha assunto i contorni di una gestione lucida e inesorabile. Un ritorno che, oltre al valore personale, ha immediate ripercussioni sulla classifica generale, dove il pettorale rosso di leader cambia spalle, passando a Raphael Brennsteiner.
Odermatt a secco di energie, Meillard e Aerni in ombra
La giornata, al contrario, ha riservato una pagina insolita per Marco Odermatt, il dominatore delle ultime stagioni. L’undicesimo tempo nella prima prova, a oltre un secondo e mezzo dal vertice, aveva già prefigurato una sfida in salita per il nidvaldese, il quale, nel tentativo di rimontare nella seconda discesa, ha finito per esaurire le proprie energie troppo presto, concludendo in sesta posizione. Una piazza che, pur rispettabile, interrompe una striscia podistica nel gigante italiano che perdurava dal 2021. Anche i riferimenti elvetici, Loïc Meillard e Luca Aerni, pur essendo stati i migliori della mattinata per la Svizzera, sono rimasti lontani dalle zone calde della gara, racchiudendosi rispettivamente in decima e tredicesima posizione, in un pomeriggio che non ha concesso sorprese.
Vinatzer salva il capolavoro dal disastro, è il migliore italiano
Sul versante azzurro, l’attenzione si è concentrata su Alex Vinatzer, autore di una seconda manche ai limiti del rocambolesco. Un errore grossolano in uscita da una porta gli ha fatto perdere le code, un episodio che avrebbe potuto facilmente tradursi in una squalifica o in una caduta. Invece, l’atleta di Mazia ha dimostrato un controllo fisico e tecnico fuori dal comune, recuperando miracolosamente l’assetto e, più avanti nel tracciato, evitando per un soffio un altro volo fuori controllo. Quel guizzo di reattività, quel salvare l’insalvabile, gli ha permesso non solo di tagliare il traguardo, ma di risultare il più veloce tra gli italiani in gara, riportando a casa un risultato che, dati i presupposti, sa di piccola conquista personale.
La pista ora si trasforma, domani è già tempo di slalom
Mentre la neve della pista viene battuta per cambiare totalmente volto, l’attenzione si sposta già verso l’appuntamento di lunedì. Le porte strette dello slalom, quarto della stagione, attendono i tecnici puri per chiudere i festeggiamenti del quarantennale. A scendere per primo sarà proprio il campione del mondo in carica, Loïc Meillard, cercando di riscattare la prova in ombra di oggi. Con lui, tra i favoriti, ci saranno il norvegese Timon Haugan, vincitore qui un anno fa e fresco del successo in Val d’Isère che gli vale il pettorale rosso di specialità, e atleti come Lucas Braathen e Clement Noel, quest’ultimo in cerca di un riscatto. La pattuglia azzurra, composta da sei atleti, sarà aperta da Alex Vinatzer con il pettorale numero 19, che proverà a capitalizzare la fiducia ritrovata nel gigante.




