Marelli ristruttura il debito con il Chapter 11: Kkr lascia, a rischio migliaia di posti in Italia

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Marelli, storico colosso della componentistica automotive fondato nel 1919 da Giovanni Agnelli ed Ercole Marelli, ha avviato la procedura di fallimento controllato negli Stati Uniti, il cosiddetto Chapter 11, per ridisegnare la propria struttura finanziaria. Una mossa che segna l’uscita di scena del fondo americano Kkr, entrato nel 2019 rilevando l’azienda da Fca, e che trasferisce il controllo ai creditori, tra cui Deutsche Bank, Mizuho Financial Group e Fortress Investment. Questi ultimi, convertendo 4,2 miliardi di debito in capitale e iniettando ulteriori 1,1 miliardi di liquidità, diventeranno i nuovi proprietari.

La crisi di Marelli, che fattura quasi 10 miliardi e impiega 46 mila dipendenti nel mondo, riflette le difficoltà dell’industria automobilistica europea, stretta tra costi energetici, transizione tecnologica e calo della domanda. In Italia, dove l’azienda conta oltre seimila lavoratori, l’allarme è particolarmente acuto: a Torino, dove l’indotto auto è già sotto pressione per una serie di chiusure e delocalizzazioni – dall’addio alla Te Connectivity di Collegno alle incertezze su Magna e Officine Vica –, sono 1.600 i posti che tremano. A Bologna, intanto, lo stabilimento di via del Timavo, con 550 dipendenti, è nel mirino dei possibili ridimensionamenti.

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