Powell apre al taglio dei tassi: lavoro debole, incognita dazi
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Redazione Economia
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Con i mercati col fiato sospeso e la Casa Bianca sul piede di guerra, Jerome Powell ha scelto il simposio di Jackson Hole per accennare, non senza cautela, a un significativo cambio di rotta. Il presidente della Federal Reserve, la cui indipendenza è costantemente messa alla prova dall’amministrazione Trump, ha infatti aperto alla possibilità di un taglio dei tassi di interesse già nel corso della riunione di settembre. Una mossa, questa, che sebbene ampiamente attesa dagli operatori, assume un peso particolare poiché arriva dopo mesi di pressioni palesi e continue da parte del presidente, il quale ha più volte attaccato pubblicamente la banca centrale accusandola di aver danneggiato l’economia con una politica monetaria troppo restrittiva.
Nel suo intervento, seguito in diretta dalle piazze finanziarie di mezzo mondo, Powell ha fornito la premessa economica per giustificare l’imminente inversione di tendenza. I rischi per l’economia statunitense, ha spiegato, si stanno ormai chiaramente spostando verso un preoccupante raffreddamento del mercato del lavoro, un dato che da solo giustificherebbe un intervento di stimolo. A ciò si aggiunge il fatto che l’inflazione, sebbene definita «insidiosa» e quindi non del tutto debellata, rimane su livelli moderati, mentre l’incognita dei dazi commerciali – voluti da Trump – continua a pesare sulle prospettive di crescita, creando incertezze e tensioni sui prezzi.
La reazione del presidente non si è fatta attendere, sebbene in controtendenza rispetto all’ottimismo dei mercati. Trump, parlando con i giornalisti dallo Studio Ovale e sfoggiando un cappello con la scritta «Trump aveva ragione su tutto», ha bollato la mossa della Fed come un riconoscimento tardivo della realtà. «Ormai è troppo tardi», ha affermato, sostenendo con tono perentorio che il taglio avrebbe dovuto essere implementato almeno un anno fa e rivendicando, come sua consuetudine, il supposto supporto della stragrande maggioranza degli americani.




