La Serie A smarrisce i gol, un record di siccità è dietro l'angolo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nelle prime sette giornate il campionato di Serie A ha già smarrito quaranta reti rispetto allo scorso anno, un dato che, se da un lato fotografa una tendenza in atto dall’avvio della stagione, dall’altro balza all’occhio con violenza in un weekend esageratamente povero di emozioni. La settima giornata, infatti, ha regalato appena nove gol nelle nove partite disputate, confermando una nevrotica siccità offensiva che sta appannando l'appeal della massima serie. Dinanzi a difese sempre più compatte e organizzate, gli attacchi, salvo rare eccezioni, mostrano una preoccupante incapacità di trovare soluzioni efficaci; si assiste così o a fulminei contropiedi, come quello risolto dall'Inter contro la Roma, oppure a lunghi e sterili assedi in cui la palla gira orizzontalmente senza mai scardinare gli schieramenti avversari.

Una soglia storica in bilico

Con il suo esiguo bottino, la domenica di campionato si è avvicinata pericolosamente a un primato negativo, quello della giornata con il minor numero di reti segnate dall'epoca in cui il torneo è composto da venti squadre. Il record, che si attesta a tredici gol, rischia seriamente di essere infranto in negativo; tutto è rimandato all'ultimo incontro in programma, quello tra Cremonese e Udinese, dal quale dovrebbero scaturire almeno quattro reti per eguagliare quella soglia minima, cinque per superarla. Un'eventualità che, dati i precedenti e l'andamento generale, appare quanto mai remota, destinando così questa tornata a entrare negli annali per la sua aridità.

Il quadro di una giornata spenta

A confermare la tendenza, dopo gli anticipi di sabato già avari di soddisfazioni, sono giunti altri due pareggi a reti inviolate, quello tra Genoa e Parma e quello tra Atalanta e Lazio. Risultati che, se da un canto hanno mantenuto inalterati gli equilibri in quelle parti di classifica, dall'altro hanno contribuito a dipingere un affresco monocromatico. L'unica vittoria esterna di rilievo è stata quella del Bologna, capace di superare il Cagliari e di scavallare in graduatoria la Juventus. In un panorama così desolante, l'unico sorriso è stato quello del tecnico del Milan, la cui squadra, grazie a una doppietta di Rafa Leao che ha ribaltato l'iniziale vantaggio della Fiorentina, ha agguantato il primo posto in solitaria.

Le ragioni di una carestia annunciata

Questa penuria di gol, che ormai perdura da agosto, non è un caso isolato ma il sintomo di un malessere più profondo. Le squadre, sempre più studiate tatticamente, faticano a imporre il proprio gioco e a creare occasioni da rete con continuità, preferendo spesso la solidità difensiva all'espressione di un calcio spettacolare. Gli attacchi, privi di inventiva e di velocità di pensiero, si ritrovano spesso a orbitare attorno alle aree avversarie senza riuscire a trovare quello spiraglio decisivo, trasformando le partite in esercizi di pazienza che, molto frequentemente, deludono le attese.

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