Attentato a Monaco, la sospettata è una donna ucraina: caccia internazionale

Attentato a Monaco, la sospettata è una donna ucraina: caccia internazionale
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La persona ricercata per l'esplosione del pacco bomba che lunedì sera ha devastato l'ingresso di un edificio residenziale nel Principato di Monaco non sarebbe un uomo, come inizialmente ipotizzato, ma una donna. Una svolta significativa nelle indagini che ha portato gli inquirenti a dirottare le ricerche su una cittadina ucraina residente in Germania, già localizzata in un Paese europeo diverso dalla Francia e da Monaco, dove sembra abbia tentato di far perdere le proprie tracce.

L'identificazione della sospettata

Fonti investigative concordanti, citate dai media francesi, hanno confermato che la principale indagata è una donna di una trentina d'anni, di nazionalità ucraina e residente in Germania. Le stesse fonti hanno sottolineato la sua abilità nel camuffarsi: si tratterebbe di una persona in grado di assumere sembianze maschili per eludere i controlli e rendere più difficile la propria identificazione.

La sua identità sarebbe emersa grazie all'analisi delle immagini di videosorveglianza e alla testimonianza di una persona che sarebbe entrata in contatto con lei.

La dinamica dell'attentato e la fuga

La ricostruzione dei fatti, effettuata attraverso i filmati delle telecamere, dipinge un quadro preciso dei minuti precedenti all'esplosione. Poco prima delle 21 di lunedì, la donna ha individuato la famiglia dell'oligarca Vadim Ermolaev nei pressi di place des Moulins, seguendola poi fino all'abitazione. Dopo aver superato i tre gradini dell'ingresso, ha depositato il pacco bomba nell'androne e si è allontanata rapidamente, fermandosi solo per verificare che la famiglia entrasse nel palazzo.

Il momento critico è arrivato quando la compagna dell'oligarca, Anna Nasobina, è passata vicino all'ordigno: a quel punto l'attentatrice ha fatto scattare il comando a distanza, provocando l'esplosione che ha causato ferite gravissime alla donna e gravi danni anche a Ermolaev e al figlio tredicenne.

Dopo l'attentato, la fuga della sospettata si è diretta verso il confine con la Francia, da dove si sarebbe poi spostata in un altro Paese europeo, attivando così una cooperazione internazionale su richiesta delle autorità giudiziarie monegasche.

Le indagini e la cooperazione internazionale

Le autorità del Principato di Monaco, in stretta collaborazione con la gendarmeria francese, hanno attivato tutti i meccanismi di cooperazione internazionale per rintracciare la fuggitiva, localizzata in una nazione europea che non è né la Francia né Monaco. La polizia sta lavorando su più fronti, valutando anche l'ipotesi che la donna possa essersi rifugiata in Italia, una possibilità emersa in base alle testimonianze raccolte e ad alcune indiscrezioni investigative.

L'inchiesta, condotta per tentato omicidio, non privilegia al momento la pista terroristica, concentrandosi invece sulla figura dell'oligarca e sui suoi potenziali nemici. Ermolaev, imprenditore originario di Dnipro e residente a Monaco, è una figura controversa: nel 2023 è stato sottoposto a sanzioni dalle autorità ucraine per presunti legami economici con la Crimea occupata dalla Russia, e gli inquirenti stanno vagliando piste che vanno da un regolamento di conti legato alla criminalità organizzata a possibili coinvolgimenti più complessi.

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