Marcia Perugia-Assisi, un fiume di persone contro la guerra
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Redazione Interno
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“La pace è oggi sotto un drammatico attacco. A Gaza, in Cisgiordania, in Ucraina, in Sudan... dovunque guardiamo, assistiamo alle peggiori crudeltà, nell’impunità generale, mentre chi potrebbe intervenire resta in silenzio”. Con queste parole, aspre e piene di sofferenza, Andrea Ferrari, presidente del Coordinamento nazionale enti locali per la pace e i diritti umani, ha dato il via a una delle edizioni più partecipate degli ultimi anni della Marcia Perugia-Assisi. Un fiume di persone, che si è mosso sotto lo slogan “Imagine all the people”, ha riempito il percorso tra le due città umbre, trasformando la tradizionale manifestazione in un potente atto di testimonianza, un grido collettivo che vuole squarciare quel muro di indifferenza denunciato dagli organizzatori. Alla testa del corteo, un enorme striscione recava la semplice e potente parola “Fraternità”, mentre un drappo, i cui colori richiamavano esplicitamente quelli della bandiera palestinese, sventolava accanto a quelli classici dell’arcobaleno, a significare come le tragedie internazionali più acute fossero ben presenti nella coscienza di chi camminava.
Il saluto della sindaca Ferdinandi
“È un’immagine stupenda questo mare che difende l’umanità. Grazie Perugia, non sei stata mai così bella”: è stato con queste parole, cariche di emozione, che la sindaca Vittoria Ferdinandi ha voluto ringraziare i partecipanti. Nel suo intervento, la prima cittadina ha espresso gratitudine verso “tutte le persone che oggi si sono svegliate all’alba per raggiungerci da ogni parte d’Italia, gli studenti che hanno preparato gli striscioni e i volantini, le scuole e le università”, definendo l’evento “un grande atto di resistenza alla logica della guerra e della disumanità”. Un ringraziamento che, andando al di là della semplice formalità, ha colto nel profondo il significato di una mobilitazione nata dal basso e alimentata dalla volontà di tanti, i quali, spesso con lunghi viaggi alle spalle, hanno scelto di esserci per dare un segno tangibile dei propri ideali.
La rappresentanza dal territorio
Da diverse regioni d’Italia, infatti, sono giunti pullman e comitive per unirsi al corteo, a dimostrazione di un sentimento che attraversa la penisola. Una nutrita rappresentanza del comprensorio Oglio Po, per esempio, ha preso parte all’evento, definito come apolitico e apartitico negli intenti degli organizzatori. Da Casalmaggiore e da Viadana era partito un gruppo la mattina di domenica, con esponenti di associazioni locali come Persona-Ambiente, Un Bambino per Amico e Noi Ambiente e Salute. Altrettanto numerosa era la comitiva arrivata autonomamente dal piadenese, a sottolineare come la richiesta di pace non conosca confini e unisca realtà territoriali diverse in un unico, corale appello.
La presenza delle istituzioni
Accanto alle associazioni, ai movimenti e ai singoli cittadini, la marcia ha visto una significativa adesione da parte del mondo istituzionale, segno di un’attenzione che va oltre la semplice vicinanza formale. Oltre alla sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, erano infatti presenti la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e il presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti. La loro partecipazione, se da un lato conferma il carattere trasversale dell’iniziativa, dall’altro sembra rispondere, almeno in parte, a quell’appello a non restare in silenzio lanciato in apertura, mostrando una vicinanza fisica e simbolica a un evento che si propone come un faro di speranza in un periodo storico segnato da conflitti e divisioni.




