Patteggiamenti nel processo Prisma, Agnelli patteggia un anno e otto mesi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il lungo capitolo giudiziario noto come “processo Prisma”, che per quasi quattro anni ha investigato sulle operazioni finanziarie della Juventus, si è chiuso oggi, 22 settembre 2025, con una serie di patteggiamenti. Il Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Roma, Anna Maria Gavoni, ha infatti concesso il via libera alle richieste presentate dalle difese degli ex vertici bianconeri, imputati per le presunte plusvalenze fittizie e per le manovre sugli stipendi durante il triennio 2019-2021. Una soluzione che, evitando un dibattimento pubblico, sancisce una responsabilità pur senza tradursi in una condanna definitiva, comportando la sospensione condizionale della pena.

Ad Andrea Agnelli, presidente del club in quel periodo, è stata applicata la pena più significativa, pari a un anno e otto mesi di reclusione, anch’essa con la sospensione condizionale. Un epilodo che segna la fine di un’era per la società, la cui gestione – pur avendo condotto a successi sportivi continui – è stata oggetto di un’indagine approfondita da parte della Procura, la quale aveva sollevato questioni di carattere contabile e di trasparenza di mercato. Le indagini, coordinate dalla Guardia di Finanza, avevano preso in esame numerose compravendite di calciatori, ipotizzando una artificiosa sopravvalutazione degli stessi al fine di conseguire vantaggi nei bilanci societari.

Accanto ad Agnelli, anche altri due dirigenti di primo piano hanno trovato una definizione concordata della loro posizione. L’ex vicepresidente Pavel Nedved, figura simbolo della Juventus anche dopo il ritiro dal calcio giocato, ha patteggiato una pena di un anno e due mesi, mentre l’ex direttore sportivo Fabio Paratici, la cui carriera si è successivamente sviluppata al Tottenham, ha concordato una condanna a diciotto mesi. Per loro, così come per l’ex presidente, il percorso giudiziario si conclude senza ulteriori sviluppi processuali.

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