Auto sotto shock: dazi Usa scuotono i mercati asiatici e l’Ue prepara la risposta

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le borse asiatiche, già in affanno nelle ultime sessioni, hanno reagito con ulteriori cali all’annuncio dei dazi del 25% sulle auto importate negli Stati Uniti, voluti da Donald Trump e in vigore dal 2 aprile. Alle 7:30 italiane, il Nikkei ha perso il 2,10%, Hong Kong lo 0,85% e Shanghai lo 0,5%, segnalando un nervosismo diffuso tra gli investitori. Il settore automobilistico, che in Giappone, Cina e Corea del Sud rappresenta una fetta consistente dell’export, si trova ora a dover valutare opzioni complesse: produrre direttamente negli Usa, con costi elevati, o subire tariffe che rischiano di erodere i margini e far lievitare i prezzi per i consumatori.

L’Unione europea, da parte sua, ha già fatto sapere di non voler restare a guardare. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha espresso rammarico per la decisione americana, ribadendo la necessità di trovare una soluzione negoziata. Bruxelles, che definisce il provvedimento "un attacco a un settore chiave" – l’automotive vale l’8% del Pil Ue e 13 milioni di posti di lavoro –, sta valutando contromisure, anche se non ha ancora precisato quali. Intanto, le case automobilistiche europee, tra cui Porsche e Ferrari, hanno già annunciato adeguamenti dei listini, mentre le banche d’affari calcolano l’impatto sui bilanci.

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