Ucraina sotto i missili russi, nuova strage a Kiev: 17 vittime in due notti di bombardamenti
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Redazione Esteri
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La notte ucraina si tinge ancora una volta di sangue e distruzione, con le regioni di Kiev e Kharkiv che piangono le loro vittime. Due donne di 73 e 66 anni sono state uccise durante un attacco notturno con droni russi che ha preso di mira il villaggio di Lebiazhe, nel distretto di Chuhuiv, secondo quanto riportato su Telegram dal capo dell'amministrazione militare dell'oblast, Oleh Synehoubov.
Questo nuovo bilancio si aggiunge alla strage della notte precedente, quando un massiccio raid combinato di missili balistici, da crociera e droni aveva causato almeno 16 morti nella sola capitale, portando il conteggio complessivo delle vittime civili degli ultimi due giorni a quota 17.
Missili balistici e droni: il mix micidiale che mette in ginocchio la difesa aerea
La strategia militare russa sembra essersi affinata con un uso coordinato di diverse piattaforme d'attacco, progettato per saturare le difese aeree ucraine. Droni a bassa velocità, missili da crociera e, soprattutto, i temibili missili balistici, che per la loro traiettoria e velocità rappresentano lo scoglio più difficile da abbattere.
Secondo un rapporto dell'aeronautica ucraina, durante il raid più devastante sulla città di Kiev, i sistemi di difesa sono riusciti a intercettare 39 dei 44 missili lanciati complessivamente, ma gli ordigni che hanno superato il filtro, quasi tutti balistici, hanno colpito con precisione obiettivi civili, distruggendo una scuola, un ospedale pediatrico e numerosi edifici residenziali.
Zelensky: "Mosca investe nell'escalation, servono sistemi antibalistici"
Di fronte all'evidenza di queste carenze strutturali, il presidente Volodymyr Zelensky è tornato a rivolgersi con forza ai partner occidentali. Il capo di Stato ucraino, in un messaggio pubblicato sulla piattaforma X, ha sottolineato come l'investimento russo nella produzione di missili balistici e nell'escalation tecnologica non stia trovando una risposta adeguata a livello internazionale.
Zelensky ha ribadito un concetto ormai divenuto centrale nel suo discorso pubblico: finché l'Ucraina non riceverà e integrerà sistemi di difesa antibalistica avanzati come i Patriot americani, la percezione di impunità da parte del Cremlino continuerà a rendere vani ogni tentativo di avviare un serio percorso negoziale per la pace.
Una notte di tregua per Kiev, ma la minaccia resta alta
Dopo l'apocalisse di fuoco della notte precedente, quella appena trascorsa ha regalato una tregua inaspettata ai cittadini di Kiev, con i sistemi d'allarme rimasti in silenzio per tutta la notte. Una calma che sa però di pausa fragile, considerando la capacità logistica russa di mantenere alto il ritmo degli attacchi a lungo raggio. La tensione, del resto, non si è attenuata lungo i confini occidentali dell'Ucraina, dove la difesa aerea è stata attivata anche in Romania, segnale evidente di come la minaccia dei droni e dei missili russi stia allargando il suo raggio d'azione.
L'Ucraina, in balia di questi raid continui, chiede quindi non solo più sistemi, ma una svolta qualitativa nella cooperazione militare con gli alleati, spostando il baricentro della richiesta dai sistemi di difesa a corto raggio a quelli progettati per contrastare minacce balistiche ad alta velocità.
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