Piazza Affari chiude a -1,6%, vendite su banche e Stellantis
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Redazione Economia
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La Borsa di Milano ha terminato la seduta del 18 settembre 2026 con un calo dell'1,6%, in linea con l'andamento negativo degli altri principali listini europei. Parigi e Londra hanno perso l'1,5%, mentre Francoforte ha ceduto l'1,6%.
I settori che hanno pesato sull'indice
Il listino principale di Piazza Affari è stato appesantito in particolare dal comparto bancario e da quello assicurativo, due settori che hanno un peso rilevante nell'indice Ftse Mib. Tra le banche sono emerse numerose vendite su UniCredit, che ha chiuso in ribasso del 3%, seguita da Intesa Sanpaolo (-2,1%), Banco Bpm (-2%), Bper Banca (-1,7%) e Monte dei Paschi di Siena (-1,5%). Debole anche il settore assicurativo, con Unipol in calo del 2,7% e Generali dell'1,9%.
Stellantis e le utility sotto pressione
Fra i singoli titoli spicca la seduta negativa di Stellantis, che ha registrato un netto ribasso del 5,2%, risultando tra i peggiori del listino. Secondo quanto riportato, il gruppo automobilistico avrebbe in programma di vendere il proprio stabilimento di Toronto, citando l'assenza di un caso industriale di lungo periodo per la produzione di auto in quel sito, in un contesto di politiche commerciali incerte tra Stati Uniti e Canada. Vendite anche su Hera, multiutility attiva nei servizi energetici e ambientali, che ha ceduto il 3%.
L'aumento del prezzo del gas ha inciso sull'andamento delle utility: in questo comparto A2A ha lasciato sul terreno il 2,6%, mentre Enel ha chiuso in calo del 2%.
Il comparto tecnologico in controtendenza
A differenza del resto del listino, il comparto tecnologico ha beneficiato dell'outlook rassicurante di Nvidia sulla domanda di chip legata all'intelligenza artificiale. In testa al Ftse Mib si è posizionata Stm, che ha guadagnato il 2,3%, seguita da Prysmian (+0,6%) e Brunello Cucinelli (+0,6%).
Rendimenti obbligazionari e scadenze tecniche
La seduta è stata condizionata dal nuovo rialzo dei rendimenti obbligazionari e dalla maggiore volatilità legata alla scadenza contemporanea di futures e opzioni, il cosiddetto quadruple witching. Si è trattato del secondo evento di questo tipo per dimensioni mai registrato, con circa 7.000 miliardi di dollari di contratti in scadenza. Lo spread tra Btp e Bund ha concluso la seduta in rialzo a 91 punti, con il rendimento del decennale italiano che è salito al 4,43%.
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