Israele, Keret: "Attaccare Teheran necessario, ma ora tregua a Gaza"
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Redazione Esteri
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Rifugiarsi sulle scale del suo palazzo, stringendo al petto il suo coniglio bianco mentre i droni iraniani solcavano il cielo di Tel Aviv, non era un’esperienza che Etgar Keret avesse mai immaginato di vivere. Eppure, lo scrittore israeliano, autore del bestseller Correzione automatica (Feltrinelli), sa bene che la realtà può superare la finzione più surreale. "Rispondere all’Iran era inevitabile", ammette, "ma ora serve fermare la spirale di violenza a Gaza".
Le sue parole risuonano in un Paese diviso tra la necessità di difendersi e l’orrore per una guerra che, giorno dopo giorno, assume contorni sempre più oscuri. Quasi come in una delle sue storie, Keret vede Benjamin Netanyahu trasformarsi in una figura distopica: "Un Darth Vader reale, che sacrifica innocenti per il suo progetto di potere". Il paragone con Star Wars non è casuale. C’è una scena, nella saga, che ancora oggi provoca un brivido: Anakin Skywalker, caduto nel lato oscuro, stermina i giovani Jedi nel loro tempio. "Netanyahu – osserva lo scrittore – sta facendo lo stesso con i bambini di Gaza".
Ma il premier israeliano ha un altro obiettivo, oltre alla distruzione di Hamas: riscrivere la mappa del Medio Oriente. Dopo il fallimento del 7 ottobre, quando il Paese fu colto impreparato dall’attacco terroristico, Bibi ha scatenato una guerra su più fronti. Teheran, almeno temporaneamente, sembra frenata; Hezbollah è in difficoltà; i gruppi filo-iraniani sono sotto pressione. "Ma a quale prezzo?", si chiede Lucio Caracciolo, direttore di Limes. "Netanyahu voleva far implodere il regime degli ayatollah, e non ci è riuscito. Il programma nucleare iraniano è intatto. A Gaza, nonostante il massacro di civili, Hamas resiste. Israele rischia solo di isolarsi".




