Il nuovo premier ungherese Péter Magyar approda al Riviera film festival di Sestri Levante
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Sarà un’attesa insolita, quasi surreale, quella che da domani pomeriggio avvolgerà la Baia del Silenzio, dove le barche dei pescatori faranno da contraltare a un red carpet che accoglierà nientemeno che il nuovo premier ungherese, Péter Magyar. L’uomo che, contro ogni pronostico, ha spezzato l’egemonia politica di Viktor Orbán dopo sedici anni – vincendo le elezioni dello scorso aprile – ha scelto la Liguria per uno dei suoi primi atti pubblici ancor prima del giuramento formale davanti al Parlamento di Budapest. L’occasione è la decima edizione del Riviera International Film Festival, in programma a Sestri Levante dal 5 maggio, dove Magyar arriverà non in veste di semplice spettatore, bensì come protagonista di un documentario biografico, “Spring Wind – The Awakening”, che ne ripercorre l’ascesa politica fulminea.
Un’anteprima mondiale in riva al mare
La notizia, diffusa nella mattinata di oggi dallo stesso diretto interessato sui propri profili social, ha confermato quanto già circolava negli ambienti cinematografici europei: il film, diretto da Tamás Topolánszky e prodotto da Claudia Sümeghy, verrà proiettato per la prima volta al di fuori dell’Ungheria proprio domani sera al Cinema Ariston di Sestri Levante. Si tratta di una scelta non casuale – quella di affiancare la premiere internazionale alla presenza fisica del neo-eletto premier – che trasforma l’evento in un ibrido tra celebrazione politica e debutto artistico. Sulla pedana rossa, accanto a lui, sfileranno il regista e la produttrice, insieme ad altre personalità del mondo dello spettacolo: da Saja Kilani a Maria del Rosario, da Antonia Liskova ad Alvise Rigo, senza dimenticare Alessio Lapice, Barbara Alberti e l’artista Pietro Terzini.
L’incastro inedito tra Budapest e la Baia del Silenzio
Quello che colpisce osservatori e cronisti – e che ha spinto molti a definire l’arrivo di Magyar “sulla rotta più inedita” tra la capitale ungherese e il golfo ligure – è la contaminazione tra cronaca politica e cultura popolare. Magyar arriva a Sestri da trionfatore, avendo raccolto un consenso capace di mandare in soffitta il lungo predominio orbániano, eppure la sua prima uscita pubblica rilevante dopo il voto non avviene né a Budapest né a Bruxelles, bensì in un festival che per dieci anni ha mescolato giovani registi e grandi firme del cinema internazionale. Non ci sono ancora dettagli su eventuali incontri istituzionali durante la permanenza in Italia, né sulla durata della sua visita: l’agenda pubblica, per ora, si limita all’opening delle 17:30 e alla successiva proiezione.
Un documentario per raccontare una fulminea ascesa
“Spring Wind – The Awakening” non è un semplice ritratto celebrativo, a giudicare dalle anticipazioni fornite dagli stessi organizzatori: il lavoro di Topolánszky – che ha avuto accesso a materiali di repertorio e testimonianze raccolte durante la campagna elettorale – prova a decifrare i meccanismi di quella che è stata definita “l’ascesa che nessuno ha ancora completamente decifrato”. La regia sceglie di alternare sequenze di piazza, forum politici e momenti privati del premier in pectore, il quale – va ricordato – non ha ancora assunto formalmente l’incarico davanti all’assemblea nazionale. La proiezione di domani sera, quindi, avverrà in una sorta di limbo istituzionale: Magyar è già il vincitore delle urne, ma non ancora il presidente insediato. Un dettaglio che nessun comunicato ufficiale ha voluto minimizzare, e che conferisce all’intera operazione un sapore di transizione ancora in divenire.




