Milano in ostaggio: violenze in metropolitana scuotono la città
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Redazione Interno
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Due episodi di violenza, accaduti a poche ore di distanza, hanno riportato l’attenzione sulla sicurezza nella metropolitana di Milano, già al centro di numerose polemiche negli ultimi anni. La prima aggressione, avvenuta la sera dell’8 marzo ma resa nota solo oggi, ha visto una sedicenne sfregiata al volto da un gruppo di giovanissimi alla stazione Cadorna, uno dei nodi principali della rete metropolitana milanese. La ragazza, che stava tornando a casa, è stata seguita e aggredita senza motivo apparente da tre individui di origine nordafricana, che l’hanno colpita con un oggetto tagliente, lasciandole profonde ferite sul viso.
Poche ore dopo, nella stessa linea M3, una diciassettenne è stata molestata sessualmente da un uomo di 42 anni, cittadino egiziano con regolare permesso di soggiorno. La giovane, dopo aver tentato invano di sfuggire al suo aggressore cambiando più volte vagone, è stata costretta a subire le attenzioni indesiderate dell’uomo, che l’ha seguita senza che nessuno dei passeggeri intervenisse. Grazie alla descrizione fornita dalla vittima, gli agenti della Polizia locale sono riusciti a rintracciare e arrestare il quarantenne nei pressi di piazza Duomo, dove è stato condotto nel carcere di San Vittore in attesa di ulteriori accertamenti.
Questi episodi, purtroppo, non rappresentano casi isolati. Milano, da sette anni, detiene il primato di città con il più alto numero di reati in Italia, secondo i dati del ministero dell’Interno. Rapine, furti e aggressioni sono in costante aumento, con una crescita che ha superato il 30% rispetto al decennio precedente. La metropolitana, in particolare, è diventata teatro di numerosi episodi di violenza, spesso consumati in pieno giorno e in presenza di altri viaggiatori, che raramente intervengono o denunciano.
Un altro fatto, avvenuto sempre sulla linea M3, conferma questa tendenza. Una diciassettenne, molestata da un uomo di 42 anni, ha raccontato agli agenti di essere stata palpeggiata più volte mentre cercava di allontanarsi. L’aggressore, una volta identificato, ha tentato di far passare la sua azione come un gesto di soccorso, ma le dichiarazioni della ragazza e le indagini hanno portato al suo arresto.
La situazione, già critica, è ulteriormente aggravata dalla mancanza di un sistema di sorveglianza efficace. Nonostante le ripetute richieste di potenziare il controllo nelle stazioni e sui treni, le forze dell’ordine faticano a garantire una presenza costante, lasciando spesso i passeggeri in balia di situazioni che sfociano in violenze e abusi.




