Stellantis, Iveco, Ferrari e Cnh firmano il nuovo contratto: 350 euro in più per 60mila lavoratori, ma la Fiom resta fuori
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Redazione Economia
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Dopo sei mesi di negoziati, le aziende del gruppo Exor – Stellantis, Iveco, Ferrari e Cnh Industrial – hanno siglato con i sindacati il rinnovo del Contratto collettivo specifico di livello (Ccsl), che garantirà un aumento medio di 350 euro annui a circa 60mila dipendenti in Italia. L’intesa, raggiunta a Torino nella sede dell’Unione Industriali, conferma la continuità con la tradizione della ex Fiat, di cui molte delle società coinvolte sono eredi.
L’accordo, che copre il biennio economico 2025-2026, prevede un incremento salariale del 6,6%, con differenze tra le aziende: 134,96 euro mensili per i dipendenti Stellantis, 139,80 per quelli di Iveco, Cnh e Ferrari, più un bonus una tantum di 480 euro. Un risultato che, seppur frutto di un compromesso, segna un passo avanti rispetto alle tensioni degli ultimi anni.
A dividere il fronte sindacale, però, è stata la Fiom-Cgil, unica a non apporre la firma. "La miope chiusura delle aziende – ha dichiarato il sindacato – ha impedito di trovare un’intesa condivisa". Pur avendo partecipato alle trattative fino all’ultimo, la Fiom ha denunciato l’impossibilità di sottoscrivere un testo che, a suo dire, avrebbe potuto aprire a "relazioni sindacali più costruttive". Una posizione che riecheggia storiche frizioni, già emerse in passato con Fiat e oggi rinnovate sotto il cappello di Stellantis.




