Ferrari a Monza, un successo di pubblico che non placa la delusione sportiva

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Formula 1, che proprio a Monza ha celebrato uno dei suoi trionfi commerciali e di pubblico più eclatanti, continua la sua marcia inarrestabile, un fenomeno globale che ormai trascende, e di molto, le sorti della scuderia di Maranello. I numeri del Gran Premio d’Italia, del resto, parlano da soli e confermano questa tendenza: 369.000 spettatori accorsi sulle tribune del tempio della velocità nel corso dell’intero weekend, un dato da record assoluto che fa della corsa il evento sportivo più visto dal vivo in Italia nell’ultimo periodo.

Se il circo mondiale della massima categoria motivistica, dunque, naviga in acque magnifiche, lo stesso non si può affermare per la Ferrari, costretta a una grigia apparizione casalinga, lontanissima dalle luci del podio e incapace, in un circuito che pure non le era del tutto congeniale, di offrire una vera battaglia alle supremazie di Red Bull e McLaren. Charles Leclerc, pur autore di una gara solida e senza errori eclatanti, ha chiuso al quarto posto, mentre Lewis Hamilton, partito dalla quinta fila, ha faticato non poco nella sua rimonta, conclusasi con un anonimo sesto posto.

Proprio sul comportamento del sette volte campione del mondo, reduce da dichiarazioni contraddittorie in merito a un eventuale aiuto al compagno di team in qualifica – prima dichiaratosi disponibile per poi sconfessare la pratica, affermando di "non averlo mai fatto in carriera" – si sono accesi i riflettori delle critiche. A esprimere un giudizio severo è stato Jean Alesi, storico ex pilota della scuderia, il quale non ha usato mezzi termini nel definire "deludente" l’atteggiamento di Hamilton, sottolineando come, in una situazione di squadra, ci si sarebbe aspettati un maggiore senso di collettività, specialmente in un Gran Premio così carico di significato.

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