Poste, lo “schiaffo” alla Cisl e il quarto mandato di Del Fante tra opas e lottizzazione
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Redazione Economia
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Il gesto, che qualcuno ha già ribattezzato “lo schiaffo” – per quanto la metafora appartenga al lessico politico più che a quello aziendale –, arriva dritto da Palazzo Chigi e prende la forma di una lista depositata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. La faccenda, a guardarla superficialmente, strapperebbe persino un sorriso amaro: la prima tornata di nomine nelle grandi partecipate pubbliche si è trasformata in un regolamento di conti consumato a colpi di poltrone, e nel mezzo c’è un colosso come Poste Italiane, che vale in Borsa 27 miliardi di euro, sfiora i 13 di fatturato e dà lavoro a 120mila persone.
La lista del Tesoro che conferma vertici e manda un segnale
È stata depositata giovedì 2 aprile, ultimo giorno utile prima dell’assemblea degli azionisti convocata per il 27 aprile. La lista del Mef per il rinnovo del consiglio di amministrazione non solo tiene in sella i vertici uscenti, ma li rafforza: Silvia Rovere, originaria di Caraglio, alla presidenza per il suo secondo mandato; Matteo Del Fante, amministratore delegato, al quarto incarico consecutivo. Un dato, quest’ultimo, tutt’altro che trascurabile, perché testimonia una volontà di continuità della catena di comando in un frangente giudicato estremamente delicato. Accanto a loro figurano Wanda Ternau, Salvatore Muscarella, Francesco Scacchi e Olga Cuccurullo, nomi che compongono un consiglio pensato per non avere scosse.
Un’opas da dieci miliardi e il peso della continuità
A rendere ancora più strategica la riconferma di Del Fante – va ricordato – è l’operazione da oltre dieci miliardi di euro che Poste ha lanciato a marzo su Tim: un’offerta pubblica di acquisto e scambio di dimensioni ragguardevoli, che richiede una regia stabile e una linea di comando priva di incertezze. Ecco perché il Tesoro, nelle sue vesti di azionista di controllo, ha scelto di blindare la coppia Rovere–Del Fante, evitando qualsivoglia segnale di discontinuità che i mercati avrebbero potuto interpretare come un rischio. Del resto, la lottizzazione – parola che a Palazzo Chigi nessuno pronuncia più ad alta voce – torna a farsi sentire, e stavolta a farne le spese è soprattutto la Cisl, che si era illusa di poter ritagliarsi uno spazio nei nuovi assetti.
Edufin Tour e il fronte dei piccoli imprenditori
Mentre la partita delle nomine infiamma i palazzi romani, Poste Italiane prosegue intanto il suo lavoro sul territorio. A Bologna, la seconda tappa dell’Edufin Tour Impresa – iniziativa promossa dallo stesso gruppo con il patrocinio di Unioncamere e in collaborazione con la Camera di Commercio locale – si è rivolta in particolare a microimprenditori e piccoli operatori economici. Un’occasione, quest’ultima, per portare l’educazione finanziaria là dove spesso mancano le competenze di base, sebbene il sipario sulle poltrone resti il vero centro dell’attenzione mediatica. Perché, a ben guardare, non c’è tour che tenga, quando il Ministero dell’Economia decide di mettere la faccia su una lista che sa più di atto politico che di scelta tecnica.




