Grugliasco, domato il rogo nell’ex sede delle associazioni: “Devastazione prevedibile”
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Redazione Interno
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Erano le 22:30 di sabato sera quando una colonna di fumo, così densa da risultare visibile a chilometri di distanza, ha cominciato ad alzarsi da via Crea, proprio di fronte all’istituto superiore Vittorini-Curie. L’incendio, che ha completamente distrutto un prefabbricato di proprietà della Città metropolitana di Torino, ha richiesto l’intervento massiccio di undici squadre dei vigili del fuoco, supportate da trentaquattro unità tra personale permanente e volontari, impegnate per gran parte della notte a domare le fiamme. Non si segnalano feriti, anche grazie al fatto che la struttura, da mesi ormai, versava in uno stato di totale abbandono e chiusura.
Le operazioni notturne e lo stop ai curiosi
I pompieri, con l’ausilio del GOS (Gruppo Operazioni Speciali), hanno lavorato ininterrottamente fino al raggiungimento del “fine spegnimento” totale, avvenuto intorno alle 2:30. Il comune di Grugliasco, nella persona dell’assessore alla Sicurezza (che ha seguito in presa diretta le operazioni), ha prontamente invitato gli abitanti del Gerbido e delle zone limitrofe a chiudere le finestre, una misura precauzionale necessaria contro i fumi tossici sprigionati dal rogo. Alle stesse indicazioni si sono aggiunte, poco dopo, delle raccomandazioni piuttosto secche rivolte ai curiosi: chi si era avvicinato per filmare l’evento è stato invitato a “mettere via i telefonini” e a rientrare in casa, al fine di non intralciare il lavoro delle squadre di soccorso né esporre la propria salute a rischi di intossicazione.
L’ombra dell’abbandono e la rabbia delle associazioni sfrattate
Quel che resta del prefabbricato, un cumulo di macerie e lamiere contorte, era stato fino a pochi mesi fa la storica sede di diverse realtà di volontariato, tra cui l’Asd Pandha, A.Gio e l'associazione Regina della Pace. Un patrimonio sociale, quello accumulato in oltre trentacinque anni di attività, cancellato in poche ore. A lanciare un grido di dolore, mischiato a una certa dose di amarezza, è stata proprio la Pandha. Attraverso un post pubblicato poche ore dopo il disastro, l’associazione (che aveva dovuto lasciare gli spazi a seguito della decisione di Città metropolitana e Comune di negare l’uso o l’affitto dei locali) ha commentato l’accaduto con parole pesanti: “Per quanto prevedibile, è davvero mortificante vedere questa devastazione”. Nel messaggio, si legge come sia bastato davvero poco da quando è stata negata la disponibilità della struttura per vederla ridursi in cenere, un passaggio che lascia intendere un forte legame tra la sorte dell’immobile e il suo recente stato di incuria.
Mistero sulle cause e inchiesta in corso
Sull’origine di questo vasto incendio, al momento, gli inquirenti mantengono il massimo riserbo. Sebbene la struttura fosse priva di allacci e ufficialmente inutilizzata, lasciando spazio all’ipotesi di un cortocircuito o di un accumulo di materiali facilmente infiammabili, gli accertamenti dei vigili del fuoco non escludono nessuna pista. Diverse fonti vicine alla vicenda sottolineano come la struttura fosse già inserita nel “dossier demolizioni” della Città metropolitana: a marzo era addirittura stata prevista una somma di circa 378 mila euro per abbattere l’edificio, costruito negli anni Settanta e ormai considerato incompatibile con il decoro urbano. È proprio su questo punto che si concentra ora il lavoro degli inquirenti, chiamati a chiarire se le fiamme siano divampate per cause accidentali o se, dietro la distruzione di quello che era un punto di riferimento per il quartiere, possa esserci stata una mano dolosa.
Meta Description: Maxi incendio distrugge ex sede associazioni a Grugliasco. Dopo ore di fiamme, area in sicurezza. Le associazioni denunciano l’abbandono della struttura.




