Crescono gli attacchi informatici nel settore dell'istruzione, l'Italia è seconda nella classifica globale
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Redazione Economia
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Il settore dell’istruzione, che si appresta a iniziare il nuovo anno scolastico, si conferma il bersaglio primario a livello mondiale per i cybercriminali, i quali hanno intensificato le loro attività in maniera preoccupante. Secondo i dati raccolti da Check Point Research nel periodo compreso tra gennaio e luglio di quest’anno, ogni organizzazione del comparto educativo ha subito una media di 4.356 attacchi settimanali, un dato che segna un incremento del 41% se paragonato allo stesso arco temporale del 2024.
Una situazione allarmante, che vede l’Italia collocarsi in una posizione di triste rilievo, piazzandosi al secondo posto nella classifica globale dei Paesi più colpiti, subito dopo Hong Kong. Questo picco di offensive digitali, le quali sfruttano spesso metodologie di phishing sempre più raffinate, mira a compromettere sistemi spesso obsoleti e a sottrarre dati sensibili, creando un panorama di insicurezza che coinvolge milioni di utenti.
“Il settore dell’istruzione è diventato uno dei bersagli preferiti dei cybercriminali”, ha dichiarato Pierluigi Paganini, analista di cyber security e Ceo di Cybhorus, sottolineando come la transizione digitale delle scuole e delle università, sebbene necessaria, le abbia esposte a rischi senza precedenti. Le minacce più comuni, infatti, si camuffano da comunicazioni istituzionali legittime, come avvisi universitari o messaggi amministrativi, ingannando con facilità sia il personale docente che gli studenti ignari.




